Il ritorno al gol di Federico Angius a quasi due anni dal terribile incidente stradale
Nel febbraio 2014 l'uscita di strada mentre tornava a Villaurbana da Fonni. Dopo la lunga riabilitazione, il giovane calciatore sorride di nuovo con la maglia dell’Oristanese
VILLAURBANA. «Domenica 15 sono entrato quasi subito in campo per una sostituzione, e tutti in panchina continuavano a chiedermi se fossi emozionato; mi dicevano di stare tranquillo, di non strafare. Io, invece, ero stranamente calmo. Pensavo che tornare a giocare mi avrebbe trasmesso un’euforia incontrollabile, anche difficile da gestire. Invece mi sono goduto il momento e la felicità di quell’attimo, che ho aspettato per mesi; mi ero preparato per quello. E mentre giocavo non mi sono risparmiato, non ho avuto paura di entrare su una palla o in un contrasto. E poi è arrivato il gol (uno dei quattro segnati dall'Oristanese contro l'Ottana - ndr). Che dire. Sì, sono tornato in campo e voglio restarci: dopotutto, senza di me la domenica non avrebbe senso».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:nuoro:cronaca:1.10840604:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2015/02/10/news/calciatore-del-fonni-ferito-nell-auto-finita-fuori-strada-1.10840604]]
Se c’è una qualità che Federico Angius non ha mai perso dall’8 febbraio del 2014 è il sorriso, accompagnato da una contagiosa voglia di scherzare. Lo scorso inverno il terribile incidente, un’uscita di carreggiata con la sua Lancia Y mentre tornava da Fonni, la squadra con la quale stava disputando un ottimo campionato.
Dopo lo schianto si è risvegliato all'ospedale di Sassari: cinque giorni di coma, una ventina in rianimazione, e ha capito che la vita non sarebbe stata più lo stessa. La schiena a pezzi, il volto segnato duramente dall’impatto con il cristallo dell’auto. Ma già pensava a rimettersi in piedi per il suo grande amore, il pallone, e con dedizione ha percorso il lungo cammino della riabilitazione.
«Ora fisicamente sto benino – racconta –, anche se non sono al top. Ho dei dolori alla schiena che temo saranno cronici. Ma le gambe ci sono e, dopo nove mesi di inattività, 70 minuti di gioco e un gol sono un bel modo di ricominciare a giocare — continua il bomber di Villaurbana, con un passato anche tra le fila del Ghilarza —. L’occasione che mi ha dato l’Oristanese è importante, mi trovo molto bene e sono davvero felice. E, anche se il peggio è passato, adesso sarà ancora dura: mi aspettano ancora alcuni interventi chirurgici che mi lasceranno a casa per almeno un altro mese. Per questo motivo, purtroppo, non posso fare programmi a lungo termine con nessuna squadra; ma la mia voglia di tornare definitivamente sui campi non è da mettere in discussione».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:oristano:cronaca:1.11293313:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/oristano/cronaca/2015/04/23/news/il-lento-ritorno-al-calcio-dopo-il-coma-1.11293313]]
Il mister Manolo Costella è uno tra quelli che hanno più creduto alla rinascita di Federico Angius. «Posso affermare a nome di tutta la dirigenza e dei ragazzi della squadra che siamo felicissimi per il ritorno in campo di Federico — commenta l’allenatore dell’Oristanese, che milita in Prima categoria —. Ci conosciamo da tanto e l’ho invitato a inizio campionato a venire ad allenarsi con noi, per riprendere pian piano. Solo martedì si è tesserato con la nostra società e domenica si è creata l’occasione per scendere in campo. È stata una grande e positiva sensazione».
Una bella storia di sport, d’esempio per tanti ragazzi: «Mi sento cresciuto, non calcisticamente, ma come uomo. Sono sempre stato una persona matura ma un’esperienza come questa ti tempra, ti fa prendere più consapevolezza per le cose importanti», chiude Federico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
