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Banco, testa bassa per uscire dalla crisi

di Andrea Sini
Banco, testa bassa per uscire dalla crisi

Ieri allenamento di grande intensità in vista della sfida di domani sera contro i turchi del Darussafaka Dogus

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SASSARI. Calma piatta, molto sudore e nessuna faccia strana. La crisi c’è ma non si vede, in casa Dinamo, con la squadra che ieri ha lavorato in maniera intensa per preparare la sfida di domani sera in Eurolega contro il Darussafaka. Ancora una volta, al rientro dalla disastrosa trasferta di Bologna, il gruppo ha potuto dare sfogo a dispiaceri e scottature nell’imminenza dell’impegno successivo. L’ultimissima fiammella di speranza di passaggio del turno passa per la sfida con la formazione turca, vittoriosa all’andata dopo un supplementare. In caso di nuova sconfitta, l’eliminazione sarebbe praticamente acquisita.

Il momento delle scelte. Ieri grande impegno, dunque, sul parquet del PalaSerradimigni, con lo staff tecnico che ha spremuto i giocatori su una lunga serie di cinque contro cinque a tutto campo, di fronte a un centinaio di tifosi. Il punto di non ritorno, almeno per questa fase della stagione, è stato sorpassato poco dopo la metà della partita di lunedì sera all’Unipol Arena. Come già capitato negli anni precedenti, coach Meo Sacchetti ha messo alcuni paletti legati alle scelte tecniche. Di fatto, in attesa di possibili imminenti movimenti di mercato, le gerarchie decise sulla carta durante l’estate, tra la campagna acquisti e il ritiro, sono ora completamente in discussione. Il che non significa che alcuni giocatori non vedranno più il campo, ma piuttosto che chi ha un rendimento insoddisfacente potrà stare seduto in panchina a lungo, molto a lungo.

Non si fa credito. Niente più credito illimitato, dunque, quel tipo di credito che l’anno scorso in questa fase portò Sacchetti a insistere a lungo sul deludente Todic, o - al contrario - di “riabilitare” le stelle Dyson e Sander dopo alcune serata non esattamente da professionisti durante i playoff. Il meccanismo è abbastanza semplice: Dyson e Sanders, a dispetto di un rendimento che non è mai stato continuo, avevano ampiamente dimostrato di poter vincere le partite anche da soli. Al contrario, in due mesi di stagione, dopo 13 gare ufficiali (una in Supercoppa, 7 di campionato, 5 di Eurolega), soltanto due giocatori del quintetto base, Logan e Haynes hanno dimostrato di possedere queste caratteristiche. Non le possiedono invece Varnado, che potrebbe migliorare in un contesto di squadra meno slegato ma non è certamente una stella, ed Eyenga, che ha il dinamismo del tipico giocatore “da Dinamo” ma anche due enormi pecche: è un’ala piccola che non conosce il tiro da fuori e soprattutto ha avuto sinora un rendimento troppo altalenante.

Verso il taglio. Brent Petway esula completamente da questo discorso e va ormai oltre il puro e semplice essere messo in discussione: l’ex Harlem Globetrotter, più che giocare male, non gioca proprio: nè il declassamento in panchina nè - al contrario - l’essere responsabilizzato, hanno portato alla minima reazione da parte di un giocatore che viaggia a cifre da ultimo dei gregari: 4,9 punti e 2,9 punti a partita, con la “bellezza” di 2 tiri liberi tirati in 7 gare di campionato. Inaccettabile e anche incredibile, per un giocatore che costa parecchio, non ha problemi fisici e che ha alle spalle una signora carriera. «A volte vorremmo anche che sbagliasse», ha ripetuto laconicamente Meo Sacchetti. Come dire: dimostraci che esisti. Nel suo caso è chiaro che ormai si cerca solo la soluzione meno onerosa per rescindere il contratto, per poi trovare una valida alternativa sul mercato.

@andreasini78

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