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Il torresino Tossi: «Vincerà la Nuorese»

Il torresino Tossi: «Vincerà la Nuorese»

Il ds della squadra barbaricina fa il punto sulla partitissima

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SASSARI. E’ sassarese e torresino. E’ stato dirigente della squadra rossoblù nonchè braccio destro di Lorenzoni nell’anno della galoppata dalla serie D alla Lega Pro. E’ stato costretto a passare la mano quando il presidente ha ceduto la maggioranza delle quote a Domenico Capitani ma non ha rinunciato alla sua grande passione. Da poco più di un anno Vittorio Tossi è il direttore sportivo della Nuorese. Con il presidente Artedino e con il mister Mariotti ha costruito una squadra che è partita un po’ sotto traccia ma adesso naviga al terzo posto della classifica della serie D e non nasconde le ambizioni. Domenica per Tossi sarà una giornata speciale. Al Quadrivio scenderà in campo la Torres per una sfida che assume - almeno per i sassaresi - un sapore del tutto particolare. Una sconfitta potrebbe voler dire addio ai sogni di gloria. Una vittoria potrebbe invece rilanciare le speranze di riagganciare il gruppo di vertice. La prima domanda è d’obbligo.

Che squadra tiferà domenica Vittorio Tossi?

«Io faccio il tifo per la Nuorese. So che sarà difficile perchè sono torresino (anzi supertifoso torresino) ma lavoro per la Nuorese e non posso che fare il tifo per la squadra verdeazzurra».

Che derby sarà?

«Mi auguro che sia una partita corretta e divertente. Spero di rivedere le tribune gremite e vorrei che i tifosi andassero via contenti».

C’è un giocatore della Torres che teme in particolare?

«Il giocatore più temibile domenica non potrà venire a Nuoro. Mi riferisco ai tifosi rossoblù, che conoscono bene e che hanno sempre fatto il dodicesimo uomo in campo. Per il resto no. Rispetto tutti ma non temo nessuno. La Torres ha un organico da categoria superiore e credo che abbia il tempo per dimostrarlo».

In casa nuorese chi è che può fare la differenza?

«La forza della Nuorese è il gruppo. Il mister sta lavorando bene e credo che la Torres debba stare molto attenta. Sono in tanti a poter colpire».

A Nuoro, oltre a lei, ci sono altri due ex. Come stanno vivendo la vigilia?

«Alessandro Cadau è reduce da un infortunio e non credo che domenica riesca a scendere in campo. Daniele Bianchi è invece una colonna, nonche il capitano della squadra, e ha l’esperienza per non lasciarsi influenzare dai ricordi».

Ha già accennato al pubblico. Non è un peccato rinunciare ai tifosi sassaresi?

«E’ un peccato sì. Sarebbe stato bello vedere una sfda nella sfida tra le due tifoserie. E devo dire, da ex dirigente rossoblù, che i supporter sassaresi si sono sempre comportati bene. Non mi sembra che meritino di essere trattati così».

Che cosa manca alla Torres per potersi inserire nel gruppo di testa?

«Ci sono un po’ troppe frizioni tra squadra, società e tifosi. I campionati si vincono quando tutti remano nella stessa direzione. E a Sassari oggi non è così. Dal punto di vista tecnico, per quello che ho visto, manca una prima punta. Un giocatore capace di fare da spalla a Gigi Scotto. Però queste sono cose che deve vedere lo staff rossoblù».

E alla Nuorese?

«Ci manca un pochino di esperienza, ma i giovani stanno crescendo e Mariotti sta facendo bene. A dicembre faremo il punto della situazione e vedremo se e come sarà il caso di intervenire sul mercato. Anche il presidente sta lavorando con grande serietà».

Quali sono le squadre da tenere d’occhio?

«Credo che Viterbese e Grosseto abbiano qualche cosa in più rispetto a tutte le altre, ma vedo bene anche Albalonga e Ostiamare. Poi ci sono le sarde. L’Arzachena sta facendo benissimo ma anche Nuorese e Torres possono dire le loro. Devono crederci, soprattutto i sassaresi, e non rinunciare a inseguire il loro sogno. La gara di domenica è importante anche per questo. Io tiferò Nuorese ma mi auguro di rivedere presto il Vanni Sanna in festa come quando l’ho lasciato io».

Antonio Ledà

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