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Singoli e chimica di squadra da costruire, e da ora niente scuse

SASSARI. Un disastro in Eurolega, con 6 sconfitte in 6 gare, un momento di impasse anche in campionato (la pesante sconfitta di Udine) e soprattutto una lista troppo lunga di giocatori che hanno...

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SASSARI. Un disastro in Eurolega, con 6 sconfitte in 6 gare, un momento di impasse anche in campionato (la pesante sconfitta di Udine) e soprattutto una lista troppo lunga di giocatori che hanno clamorosamente toppato in questi primi due mesi della stagione. Lo scudetto è saldamente cucito sulle maglie della Dinamo ma in casa sassarese i problemi da risolvere restano molti. A prescindere dalle responsabilità di Meo Sacchetti (che peraltrono non si è mai dichiarato infallibile), oggi la squadra biancoblù ha problemi seri a livello di singoli e di gruppo.

«Per il momento andiamo avanti così», ha detto ieri Stefano Sardara, lasciando intendere che per il momento non ci sarà alcun movimento in entrata, nè in uscita.

Eppure i giocatori in discussione non sono pochi. Petway resta un mistero assoluto, Eyenga sta regredendo clamorosamente e Varnado non pare un centro all’altezza. In tre, venerdì notte contro il Darussafaka, hanno totalizzato 9 punti e 10 rimbalzi. Devecchi e Brian Sacchetti, tanto per fare un esempio, hanno messo insieme 13 punti e 7 rimbalzi. Per questi tre giocatori parlano le cifre stagionali e, in aggiunta, si tratta di elementi che al momento non danno nulla neppure a livello di squadra.

Problemi seri anche nel ruolo di play: Haynes rallenta la squadra, non attacca il ferro, non fa le cose che un costruttore di gioco dovrebbe fare, infatti la palla spesso la gioca Logan. Il play di riserva, Stipcevic, tira con il 48% da 3 punti (insomma va meglio quando gioca da guardia) ma quando deve costruire gioco palleggia all’infinito. Ha un’attenuante da non sottovalutare: arriva dagli Europei e forse sta soffrendo un calo di condizione. Ma al momento non ha fatto nulla per fare dimenticare Sosa e Chessa. Risalendo nel roster, c’è anche da capire meglio la posizione di Lollo D’Ercole: aveva iniziato molto bene, sia in campionato che in coppa, poi Sacchetti l’ha fatto sparire per qualche tempo dalle rotazioni e l’ex Roma ha perso completamente fiducia e mordente: oggi come oggi rifiuta tiri aperti, difendicchia ed esegue in maniera scolastica i giochi, senza prendere alcuna iniziativa.

Gli altri, da Logan a Devecchi, da Alexander a Sacchetti, non sono certo perfetti ma sono al momento le certezze più granitiche del roser. E dopo la cacciata di Sacchetti, va da sè che ora non ci sono più scuse per nessuno. (a.si.)

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