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«Ci siamo tolti la scimmia, si va avanti insieme»

«Ci siamo tolti la scimmia, si va avanti insieme»

I vice coach Maffezzoli e Citrini compattano il gruppo e difendono Petway: «Una bella vittoria»

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SASSARI. La Dinamo fa squadra, durante e dopo la partita. Si presentano insieme in sala stampa, uniti, i due assistenti dell’ex coach Meo Sacchetti. Massimo Maffezzoli e Paolo Citrini si alternano al microfono e presentano un’unica visione della partita, e sembrano tutto meno che degli «orfani».

Si va avanti. Con una vittoria. «Potete ben immaginare che scimmia abbiamo avuto addosso, soprattutto nella parte iniziale della partita – è l’esordio di Maffezzoli in sala stampa –. Una bella paura risolta con delle buone percentuali offensive, poi siamo cresciuti in difesa». «Abbiamo voluto coinvolgere tutti i giocatori, tutti insieme quando succede come è successo che paga l’allenatore – scandisce Paolo Citrini riferendosi all’esonero di Meo Sacchetti –, abbiamo dato una possibilità a tutti e tutti hanno risposto, in maniera eccellente».

Le domande non mancano. Alexander? «Abbiamo preferito non rischiarlo, ha un piccolo risentimento muscolare».

Le scelte del quintetto? «Avevamo un lungo in meno e abbiamo tenuto Brent in panchina puntando spesso sui tre esterni».

Cinque uomini in doppia cifra già nel terzo quarto: «Si sono passati la palla, però ci siamo piaciuti poco in difesa nel primo tempo». «E voglio spendere una parola per Brent Petzay – approfondisce Paolo Citrini –. Vive un momento particolare ma risponde, è stato nel vivo della partita al di là delle cifre e siamo convinti di poterlo recuperare. Lo sappiamo da come si allena, non si risparmia mai, troverà il suo ruolo».

E’ già domani alla Dinamo, rispetto allo ieri di Meo. «Quello che è successo è stato una scossa, abbiamo reagito tutti ed è stato importante – spiega ancora Maffezzoli –, è stato importante vincere e convincere, soprattutto». Ed è stato importante farlo con la forza dei numeri, che raccontano di un’ottima Dinamo al tiro sia da due che da tre e finalmente pericolosa sotto canestro. «Abbiamo potuto tirare 24 tiri liberi e non era mai successo –: concludono Massimo Maffezzoli e Paolo Citrini –, attaccare il ferro è stato importante ma difenderlo anche, però preferiamo guardare oltre i 106 segnati e pensare ai 30 concessi nei secondi venti minuti, oltre che al fatto che per la prima volta abbiamo vinto il confronto ai rimbalzi» (mac)

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