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Allena da 26 anni Per lui le giornate sono troppo corte

SASSARI. Romano di 52 anni, dei quali 35 vissuti a bordo panchina, 26 da allenatore professionista. Il suo credo cestistico è l'organizzazione a livello difensivo, solida base su cui costruire il...

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SASSARI. Romano di 52 anni, dei quali 35 vissuti a bordo panchina, 26 da allenatore professionista. Il suo credo cestistico è l'organizzazione a livello difensivo, solida base su cui costruire il gioco della squadre. La sua filosofia poggia su giornate di 24 («Magari fossero più lunghe»), sulla grande etica del lavoro e sulle responsabilità che la stessa comporta, per il tecnico, per i suoi collaboratori e per i suoi giocatori. Idee ben chiare ma apertura al confronto con la dirigenza, lo staff, il roster e la tifoseria: questo il modus operandi che lo contraddistingue. A Pesaro, sua dimora cestistica dal 2005 al 2007 – squadra riportata alla ribalta della Legadue dopo la retrocessione in terza serie -, lo ricordano come persona disponibile e dallo spiccato lato umano. Non era raro che durante le sue corse in riva al mare, abitudine che potrà riproporre anche il terra sarda, i tifosi lo fermasse per un commento, anche solo per due chiacchiere. E reduce da un lungo viaggio in America, un periodo di aggiornamento che lo ha portato a contatto con alcune delle più importanti realtà del basket d'oltre oceano. Viaggio che Calvani ha trasformato in preziosi appunti consultabili in rete.

Torna in serie A dopo la finale scudetto giocata e persa alla guida della Virtus Roma contro la Montepaschi Siena nel 2013, apice di una carriera cominciata fra i giovani dei vivai capitolini di Stella Azzurra e Virtus, le minors a Termoli, Benevento e Palmi, e l'esperienza al Cus Roma femminile. Nel 1990 inizia il percorso da vice allenatore alla Virtus Roma, che in due occasione lo porta a diventare head coach in sostituzione di Bianchini ('98-'99) e Pancotto ('99-'00). Nel 2002 firma per Montecatini in B1: promozione in Legadue, playoff disputati e salvezza. Dopo tre anni in Toscana si trasferisce a Pesaro, che riporta in auge dopo il crack, con Coppa Italia di B1 annessa. Poi Scafati – due volte – Trapani e Casalpusterlengo, ultime tappe prima del ritorno alla casa madre, la Virtus Roma. Subentra all'ex Dinamo Lino Lardo nel 2012, si merita la riconferma è scala la vetta del campionato italiano sino all'ultimo atto della stagione 2012-2013, la finale scudetto. Quindi Barcellona Pozzo di Gotto e Napoli, poi il viaggio in America e, oggi, la Dinamo campione d’Italia.

Giovanni Dessole

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