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A Oristano la casa sarda della palla ovale

di Enrico Carta
A Oristano la casa sarda della palla ovale

La federazione costruirà nel quartiere di San Paolo un piccolo centro sportivo federale per i raduni regionali

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ORISTANO. In principio fu il calcio. Ma i vantaggi geografici, tanto a lungo sbandierati ma mai sfruttati, evidentemente alla lunga pagano. Così dopo il Centro federale della Figc, Oristano sarà il punto di riferimento e di ritrovo per uno sport emergente come il rugby. In attesa che il nuovo palazzetto dello sport da 2.500 posti prenda forma facendo da calamita per il basket e il volley, una disciplina emergente come quello della palla ovale ha già fatto la sua scelta. Di conseguenza l’amministrazione comunale si è ben volentieri adeguata muovendo a sua volta i propri passi.

Così, mentre certa politica sembra andare in direzione univoca convogliando uffici e risorse verso i poli urbani principali dell’isola, in particolare Cagliari, lo sport sceglie invece quella Oristano agevole da raggiungere da tutta la Regione, ma dalla quale Stato e Regione fuggono chiudendo prefettura, questura, camera di commercio e mettendo persino in dubbio il tribunale e la Asl.

L’idea è già diventata qualcosa di più concreto. Il rugby è uno sport in crescita grazie a diverse scelte della federazione nazionale che con i suoi progetti sta portando avanti la costituzione di centri regionali che servano come sede per i raduni. Al momento il centro federale è a Capoterra, che ha anche una delle squadre più blasonate dell’isola, ma il problema logistico ha convinto la federazione a investire su Oristano, in modo da rendere più agevole il viaggio per le tante formazioni presenti soprattutto nel nord Sardegna, dove Alghero, Sassari e Olbia hanno un bacino di tesserati di un certo livello.

C’è allora da trovare un campo e il Comune ha immediatamente individuato quello da calcio abbandonato nella cittadella sportiva del quartiere di San Paolo. La federazione rugbistica interverrà mettendo dei soldi che serviranno per costruire il campo e le altre strutture di supporto; la giunta comunale avvalendosi della mediazione della società Asd Rugby Oristano, ha spianato la strada all’accordo deliberando l’affidamento in concessione esclusiva dell’area per quindici anni. Al campo si aggiungono altri cento metri quadri da utilizzare come spazio di allenamento per migliorare alcuni particolari del gioco.

L’investimento della federazione rugbistica è di diverse decine di migliaia di euro, alle quali vanno aggiunti altri aspetti che però toccano più da vicino gli aspetti di vita oristanese. La scelta ha infatti una funzione sociale, visto che il quartiere di San Paolo e il rione di Torangius sono da sempre considerati ai margini della vita cittadina, quasi una periferia dormitorio priva di servizi.

Allora ci si prova con lo sport che ha già rivitalizzato l’area di Sa Rodia dove la Figc, in convenzione con il Comune, ha fatto nascere il suo centro federale. Il rugby non aspira a tanto, visto che al momento non può certo competere con il numero di tesserati del calcio, ma l’accelerata in questi ultimi anni è stata decisa. E allora il modello che funziona viene giustamente copiato, con la palla ovale sarda che rimbalzerà in maniera ubriacante sino a fermarsi ad Oristano. Magari anche per il terzo tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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