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“Volley no limits”, al Paladeiana sport fa rima con uguaglianza

“Volley no limits”, al Paladeiana sport fa rima con uguaglianza

OLBIA. Con la prima edizione di “Volley no limits”, la Pallavolo Olbia riesce a dimostrare che questa disciplina, non è preclusa proprio a nessuno. Al Paladeiana si sono ritrovati atleti che hanno...

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OLBIA. Con la prima edizione di “Volley no limits”, la Pallavolo Olbia riesce a dimostrare che questa disciplina, non è preclusa proprio a nessuno. Al Paladeiana si sono ritrovati atleti che hanno giocato a sitting volley, a pallavolo e pallavolo unificata. Nella prima fase di gioco, con la rete montata rigorosamente a livello del pavimento, la squadra di sitting volley del club, trascinata da Sara Desini, da alcuni mesi nazionale azzurra, ha giocato contro la squadra dell'associazione Abbiccì, che vuole lanciare questa nuova disciplina paralimpica anche nel Sassarese.

Quindi la rete è stata portata ad altezza regolamentare, per dar modo alle ragazze dell'under 16 guidate dal coach Andrea Schettino di giocare per la prima volta contro le loro pari età della Volley 92 di Fonni. Durante questa partita i ragazzi disabili delle tre società presenti, fremevano sugli spalti per l'entrata in campo e dimostrare il loro valore. Alle 12 i campi del Paladeiana, sono diventati due, per permettere di giocare in contemporanea un’emozionante gara di pallavolo “unificata” alle due squadre della Pallavolo Olbia allenate da Paolo Volante, con la Volley 92 di Fonni della coach Barbara Bellu e i fortissimi ragazzi della Abbiccì di Sassari di Giagio Patorno.

Grandi emozioni anche durante le premiazioni. La consegna delle medaglie, avvenuta davanti alla responsabile provinciale del sitting volley, Giusy Piredda, è stata affidata a uno dei più importanti dirigenti della Pallavolo Olbia, da sempre vicino al mondo delle disabilità, Carlo Marcetti, visibilmente commosso. Dopo la pausa pranzo, è stata la volta dei più piccoli, divisi nelle varie fasce d'età: dopo aver dato il loro contributo come raccattapalle, durante le gare dei disabili, hanno mostrato in campo l'entusiasmo di sentirsi protagonisti in una domenica all'insegna di sport e uguaglianza, dove il confronto con bambini della loro età, che di diverso avevano solo il colore della maglietta, quella dell’Hermaea, ha contribuito a generare un fantastico clima, sia in campo che sugli spalti. «Proprio ciò che ha convinto gli organizzatori – dice la presidente Laura Pinna – che è il caso di riproporre a scadenze fisse manifestazioni come questa, che arricchiscono oltre che dal punto di vista tecnico, anche da quello umano».

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