Pellegrino come Niccolai, l’outsider in mondovisione
MOSCA. L’uomo misterioso compare all’improvviso dove non ti aspetteresti mai di trovarlo. Zero panchine e tante “tribune” dall’estate a oggi, poi il tredicesimo uomo della Dinamo fa l’esordio che i...
MOSCA. L’uomo misterioso compare all’improvviso dove non ti aspetteresti mai di trovarlo. Zero panchine e tante “tribune” dall’estate a oggi, poi il tredicesimo uomo della Dinamo fa l’esordio che i bambini appassionati di pallacanestro fanno nei loro sogni. Francesco Pellegrino in campo a Mosca è un po’ come il Comunardo Niccolai di scopignana memoria, inquadrato in mondovisione ai mondiali del 1970.
«No, in effetti non mi aspettavo assolutamente di giocare – dice il centro siciliano –. In questa squadra ci sono tanti giocatori di alto livello e l’unica cosa che posso fare è lavorare con impegno per quando occorrerà il mio apporto».
L’occasione, in questo caso, è stato l’infortunio che ha tenuto fuori Joe Alexander. Così per Pellegrino, centro di 23 anni alto 2,11, si sono schiuse prima le porte della panchina, poi nel secondo quarto addirittura quelle del campo, in casa della leggendaria Armata Rossa. «Per essere la mia prima partita non è male – sorride il numero 9 biancoblù, che lunedì ha giocato con una canottiera “taroccata” per l’occasione –. Giocare in Eurolega è qualcosa che ti da tante emozioni. Certo, iniziare con una sconfitta non è il massimo, ma quello si poteva mettere in conto. A parte questo sono ugualmente felice. Calvani? No, non mi aveva avvertito che sarei entrato nelle rotazioni, ringrazio il coach per la fiducia che mi ha dato da subito. Non deve essere stato facile neppure per lui. Comunque siamo stati là sino alla fine. Abbiamo avuto pazienza e un po’ di palle per stare in partita e giocarcela sino all’ultimo secondo. Peccato solo per quell’ultimo minuto».
Alexander a Capo d’Orlando dovrebbe esserci, quindi Pellegrino è destinato a tornare in borghese a bordo campo. «Quello che posso fare è impegnarmi per essere pronto. Sono felice di tornare dove ho giocato per diverso tempo. Se starò fuori non sarà un dramma, so bene qual è il mio ruolo in questo gruppo». (a.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

