E lo “spirito” di Meo insegue Calvani
Il pubblico di Capo d’Orlando ha inneggiato al coach assente
CAPO D’ORLANDO. Allenatore e ghostbuster, motivatore e scacciatore di spiriti. Quando Marco Calvani ha accettato di prendere il posto di Meo Sacchetti sapeva già che la figura del suo predecessore, così ingombrante e in qualche modo leggendaria, avrebbe aleggiato a lungo dalle parti del palazzetto di piazzale Segni. Una sfida raccolta con grande umiltà ed estrema determinazione.
Ma forse non si sarebbe aspettato, l’ex tecnico della Virtus Roma, di imbattersi nello spirito di Meo anche in trasferta. A Capo d’Orlando, come a Sassari e Varese, Sacchetti è infatti un personaggio molto amato: dalla sua esperienza sulla panchina siciliana, vissuta tra il 2007 e il 2009, è passato ormai molto tempo, ma tra domenica e lunedì nella cittadina del Messinese non si parlava d’altro. I giornali locali hanno sottolineato in tutti i modi l’assenza del coach con i baffi, che già lo scorso anno era stato accolto con tutti gli onori del caso.
E lunedì sera, durante la presentazione delle squadre, Marco Calvani è stato accolto dai fischi di un pubblico deluso dal mancato ritorno a casa di Sacchetti. Il nuovo coach della Dinamo ha capito perfettamente la dinamica innescatasi e ha sdrammatizzato la situazione con un sorriso sornione rivolto ai suoi assistenti. Neppure i cartelli inneggianti a Sacchetti comparsi sugli spalti lo hanno distolto dalla sua partita. Non risulta che giri con l’aglio in tasca, coach Calvani: in questi casi, le belle vittorie funzionano meglio di qualsiasi antidoto. (a.si.)
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