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L’Usinese allo scoperto «Non siamo un’outsider»

L’Usinese allo scoperto «Non siamo un’outsider»

Promozione, dopo la vittoria a Bonorva i rossoblù non nascondo le ambizioni Il capitano Muroni: «Tra le favorite alla vittoria finale ci siamo anche noi»

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SASSARI. Erano in tre, è rimasto solo il Sorso. L'undicesimo turno ha confermato leader della classifica solo la squadra romangina, vittoriosa sul Siniscola mentre l'Ilva ha frenato (impattando a Tempio) e il Bonorva si è fermato in casa. A punire i biancorossi la "guastafeste" Usinese, che già li aveva eliminati in Coppa. «Li conosciamo bene - dice il capitano rossoblù Bruno Muroni - e non era facile avere la meglio sul loro entusiasmo da matricola che viaggia al primo posto. E' stata una bella vittoria, cercata e meritata perchè li abbiamo affrontati a viso aperto, con il rispetto dovuto a una capolista ma con la consapevolezza di potercela fare, avendo le qualità per recitare anche noi un ruolo importante. Non facciamo e non faremo proclami, ma le ambizioni non mancano e sarà importante restare in coda al gruppo delle prime, senza perdere contatto».

In una settimana l'Usinese ha regalato due colpi di scena, prima perdendo in casa contro l'Ozierese e poi espugnando Bonorva. Il capitano commenta: «Non ci aspettavamo quel passo falso e alla ripresa degli allenamenti ho parlato chiaro ai compagni, bisognava riprendere subito i punti perduti. Visto com'è andata domenica, sono stato ascoltato. Abbiamo dato un bel segnale a questo strano campionato, che promette svolte continue: a lottare per il vertice ci siamo anche noi, con i nostri pregi e i nostri limiti». I limiti sono insiti nella giovane età della squadra, come spiega Muroni: «L'inesperienza porta a ingenuità, che possono generare qualche incidente di percorso. D'altra parte l'esuberanza e l'incoscienza dei giovani possono sfociare in positivo. Sono i pro e i contro dell'avere in squadra tanti fuori quota».

La soddisfazione per l'exploit non è stata piena per l'esperto difensore rossoblù, espulso «per aver chiesto spiegazioni al direttore di gara su un episodio a mio parere male interpretato. Non ho mai rimediato cartellini rossi per proteste, purtroppo stavolta non c'è stato spazio per il dialogo e sono stato cacciato». A infastidire Muroni anche l'etichetta di outsider che da anni viene affibbiata alla sua squadra. «Prima o poi riusciremo a liberarcene, perchè è vero che otteniamo sempre buoni piazzamenti ma è una definizione che mi suggerisce un senso d'incompiuta. Non vogliamo essere l'outsider di questo campionato, privo di vere favorite, ma una candidata a pieno titolo». (s.u.)

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