La Dinamo marcia con Calvani
La prestazione di Capo d’Orlando dà continuità alla buona prova di Mosca: ora le conferme
CAPO D’ORLANDO. Da armata brancaleone a rullo compressore. Ma ora si tratta di capire quale potrà essere il punto d’equilibrio. La Dinamo reagisce alla cura Calvani e lo fa nel migliore dei modi: dopo l’ottima prestazione di Mosca i biancoblù si sono ripetuti a Capo d’Orlando, al cospetto di una squadra certamente inferiore ma comunque in grado di dare fastidio a qualsiasi avversaria. Dal +26 della scorsa settimana contro Pesaro (ottenuto dal duo Maffezzoli-Citrini all’indomani dell’esonero di Meo Sacchetti), al +25 conquistato con grande autorità sul parquet siciliano il passo è stato apparentemente breve. In realtà in meno di dieci giorni di lavoro il nuovo tecnico biancoblù ha lavorato a fondo innestando una nuova serie di concetti, sia a livello di lavoro in palestra che a livello tattico.
I capisaldi. Due sono gli input dati immediatamente alla squadra e all’ambiente da coach Marco Calvani: 1) “ho a disposizione i migliori giocatori in circolazione e voglio andare avanti con loro”. 2) “non c’è bisogno di fare rivoluzioni, sto inserendo giorno dopo giorno alcuni piccoli correttivi”. Concetti apparentemente semplici ma che servono in realtà da una parte a restituire ai giocatori la fiducia persa per strada, e dall’altra a rassicurare una tifoseria ancora abbastanza scioccata dall’improvviso ribaltone.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.12547757:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12547757:1653402540/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le novità. In realtà il coach romano ha cambiato completamente metodo di lavoro, imponendo alla squadra ritmi di lavoro elevatissimi e sedute di allenamento decisamente lunghe. Il giorno prima della sfida di Capo d’Orlando, solo per fare un esempio, la squadra ha lavorato per tre ore la mattina – tra pesi, tattica e campo – e altre due ore nel tardo pomeriggio. È questa la novità principale portata da Calvani in casa Dinamo, sin dal primo giorno della sua investitura. Sulle novità tattiche invece è vero che non c’è stata una rivoluzione (non ci sarebbero stati i tempi), ma giorno dopo giorno vengono iniettate dosi di nozioni nuove. Che vanno dalla circolazione di palla (estrema pazienza nel costruire tiri, soprattutto contro la zona, ossessiva ricerca del post basso, addio al celebre “run and gun” di sacchettiana memoria) a un’organizzazione difensiva che prevede cambi assai più rari di quanto previsto dalle precedenti direttive tecniche e una frequente alternanza tra zona e uomo. «Sono qui da poco e ho tante cose nella testa – ha detto l’allenatore della Dinamo nel dopo partita di Capo d’Orlando – e non ho ancora tutto chiarissimo. Ci sono concetti che sto cercando di spiegare ai miei giocatori e allo stesso tempo sto cercando di capire di più su questa squadra».
I risultati. A quanto pare i primi concetti instillati sul corpo di una squadra che pareva incapace di reagire hanno avuto il loro effetto. A Capo d’Orlando il saldo palle recuperate/perse dei padroni di casa è stato drammatico (4-17), mentre i sassaresi hanno recuperato ben 15 palloni e persi 10. La Betaland è stata tenuta ad appena 52 punti con una difesa di aggressività “europea” e alla fine la valutazione di squadra della Dinamo è stata quasi tre volte superiore a quella della squadra di Griccioli: 103 a 34. Due buone partite non fanno primavera, ma di certo qualcosa dicono. Ora però, al netto del fatto che uno scatto di orgoglio da parte della squadra poteva essere scontato, c’è da capire dove e come procederà la stagione della squadra campione d’Italia. Mentre i vari Eyenga, Varnado, Haynes e in parte Petway stanno dando segnali di risveglio, la squadra si avvia a cambiare lentamente volto. I prossimi impegni, a partire da quello di domani contro il Maccabi Tel Aviv, saranno ulteriori test per definire l’identità di un gruppo che, comunque vada, non sarà più lo stesso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

