Pino Scanu: «Bellissimo guidare l’Olbia, ma non lo rifarei»
Il presidente uscente ripercorre i cinque anni alla guida della società bianca, ora ceduta all’ambizioso Alessandro Marino
OLBIA. La metafora la inventa lui. Pino Scanu riflette in silenzio, ci pensa per qualche secondo, poi trova le parole giuste che descrivono perfettamente il suo stato d’animo. «Come mi sento? Come il padre di una sposa, che al momento del distacco è felice perché sua figlia ha trovato il meglio». Lui è appena uscito da un vortice che gli ha cambiato la vita. Appare stanco, frastornato, questi cinque anni lo hanno consumato. Ma adesso ha il cuore e la mente finalmente più leggeri. Pino Scanu, infatti, da qualche giorno non è più il presidente dell’Olbia. Ora la società è nelle mani di Alessandro Marino. E per Scanu, calcisticamente parlando, non si apriranno nuovi capitoli. Ma una cosa continuerà a farla: tifare Olbia.
Prima domanda: lo rifarebbe? «Eh, non è semplice dare una risposta. Ma no, non lo rifarei. Fare il presidente dell’Olbia, da olbiese soprattutto, è un impegno immenso da portare avanti. Ti dà tante gioie e tante soddisfazioni, ma ti crea anche molte tensioni, malumori, preoccupazioni. Per me questo era un mondo estraneo, non avevo mai fatto il dirigente. I pensieri e le difficoltà non mi hanno fatto vivere i momenti belli come avrei voluto».
Però le soddisfazioni ci sono state. «Certamente, sono tante. Quando siamo partiti, 5 anni fa, l’Olbia non esisteva più, non avevamo neanche un bambino iscritto. Quando abbiamo preso il testimone, in mano non avevamo nient’altro che il testimone. Ma poi siamo riusciti a ricreare la scuola calcio e il settore giovanile, questa è la cosa più importante. E poi la prima squadra, che ha conquistato la serie D».
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Continuerà ad andare allo stadio? «Questo è sicuro, sarò il primo tifoso. Sosterrò la nuova proprietà, sia come tifoso che come amico. Sono certo che il nuovo presidente, Alessandro Marino, darà il massimo per tagliare quei traguardi che la città merita. Sono onorato di aver guidato l’Olbia e di aver passato la mano a delle persone molto serie, le migliori che ci potessero essere».
Un consiglio a Marino? «Credo che non ne abbia bisogno, è una persona molto preparata e con un progetto davvero ambizioso. Gli auguro di riuscire a farsi amare dai tifosi».
In questi anni ha sentito la città vicina? «Olbia è sempre stata una città particolare, per quanto riguarda l’ambito sportivo. Quando abbiamo cominciato, comunque, ho sentito molto calore. Pian piano, però, questo calore è diminuito. Anche allo stadio ultimamente viene meno gente, spero che adesso cambi qualcosa. Ma in generale ho sempre avuto un buon rapporto con i tifosi. Poi ci sono gli ultrà, sempre vicini alla squadra. Peccato per quel Daspo che li tiene lontani dal campo».
Il ricordo più bello? «Ogni anno mi ha regalato emozioni diverse. Ricordo però la stagione della promozione in serie D. Vincevamo dappertutto e sapevamo che avremmo fatto il salto di categoria».
E il più brutto? «Quando ci siamo trovati a prendere decisioni forti, come cambiare un allenatore. Sono momenti che non vorresti mai passare. Poi penso anche all’alluvione, che ci ha colpiti duramente. Dal punto di vista personale, invece, l’ultimo anno per me è stato difficilissimo perché ho perso i miei genitori. Avevo deciso di lasciare già da tempo, ma questo fatto ha sicuramente influito».
Ringraziamenti? «Innanzitutto ringrazio l’amico Roustam Tariko, un uomo che ci ha aiutato dal primo momento, che ci è stato vicino in tutto e per tutto. Non possiamo dimenticarlo. Poi ringrazio i miei amici dirigenti, i tifosi, gli altri sponsor come Moby, Tirrenia, Sinergest, Meridiana, De Vizia, Dettori, Tecnoverde e pure gli sponsor più piccoli ma sempre fondamentali. Saluto il sindaco, l’assessore allo sport e ringrazio la mia famiglia, che mi ha dato tantissima forza. E pure mio fratello Gian Piero, in questi anni gli ho fatto da stalker. Ma ringrazio anche tutti i tesserati, dal primo all’ultimo, gli allenatori e lo staff. Sì, voglio ringraziare tutti, quelli che mi sono stati vicini e anche quelli che hanno criticato. Sicuramente ho commesso qualche errore, ma sempre in buona fede».
Le mancherà l’Olbia? «Tantissimo, 5 anni non si dimenticano in un paio di giorni. E vado fiero di una cosa: nei momenti di difficoltà sono riuscito a tenere duro e a non cedere mai a quelle proposte che consideravo poco affidabili. Invece il nuovo presidente, Alessandro Marino, ha un progetto serio, è davvero una persona perbene. Non so come sarò ricordato, spero come un presidente che con umiltà ha dato tutto per questa società. È stato un regalo fatto alla mia città. Ora faccio un grande in bocca al lupo a Marino, gli auguro un buon lavoro. E dico: forza Olbia!».
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