«Si rompe l’elica? Me la stampo a bordo»
L’esperimento (riuscito) di Gaetano Mura in navigazione da Palermo a Cagliari con una laser «3D» di ultima generazione
CAGLIARI. Prove tecniche in mare in caso di piccole avarie alle attrezzature di bordo. In attesa di ritornare e sfidare l’oceano, Gaetano Mura ha sperimentato in navigazione nuove tecnologie in grado di produrre pezzi di ricambio per il suo Class 40.
E lo ha fatto in navigazione con le stampanti 3D di ultima generazione durante il trasferimento da Palermo a Cagliari a bordo del suo Bet1128.
Un’idea nata dal progetto Trans Island Project di Lisca Bianca di Palermo, un'associazione che coinvolge nel restauro di una barca tradizionale i ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni “ex-Malaspina”, inabili segnalati dall'Inail, ex tossicodipendenti, migranti rifugiati. Grazie all’incontro nel capoluogo siciliano con i ragazzi di Lisca Bianca, lo skipper di Cala Gonone ha sperimentato la costruzione di alcuni pezzi dell’imbarcazione, tra i quali anche un'elica di un idrogeneratore: «La sperimentazione sul class40 bet1128 - sostiene Gaetano Mura - è molto utile perché può permettere di risolvere numerosi problemi durante navigazioni lunghe. Garantisce più sicurezza in condizioni estreme, dove non è possibile aggiustare alcuni strumenti. Ma, quella avvenuta a bordo, insieme ad alcuni componenti dell'associazione Lisca Bianca, è stato soprattutto un gioco volto a sperimentare e a dimostrare che ci sono le potenzialità per costruire piccoli pezzi di ricambio in plastica, come quelli, a d esempio, di una centralina del vento, che spesse volte si usurano durante la navigazione"".
Nella traversata che ha portato il class40 dal capoluogo siciliano a quello sardo, è stata posizionata una stampante3 D che ha prodotto, dopo aver ricevuto un file tramite una mail dal laboratorio digitale Fablab di Palermo, un'elica in plastica pronta all'uso per poter essere montata sull'idro generatore dell'imbarcazione: «E' stata quasi una magia, un esperimento che ci dimostra come si possono costruire anche in mare, durante la navigazione, piccoli oggetti con materiale plastico - prosegue Gaetano Mura - , come il supporto per un timone. O stampi con i quali stratificare oggetti di carbonio o vetro, che potrebbero risultare molto utili durante la navigazione, in uno spazio ristretto come quello di un'imbarcazione impegnata in una regata d'altura. E' stata davvero una magia che ha messo in pratica il progetto Lisca Bianca con un grande cuore sociale perché ha permesso di far lavorare dei ragazzi "speciali" del carcere minorile, invalidi e profughi. Tutti sotto la guida di Francesco Belvisi, un giovane ingegnere palermitano, genio della tecnologia ».
Un piccolo team sardo-siculo, quello che ha navigato a bordo di Bet1128, che dopo aver confezionato il componente per il generatore si è meritato un caffè poco prima di approdare a Cagliari. E le tazzine? Nessun problema: sono state prontamente costruite, sempre in plastica di colore azzurro con la stampante 3 D. Guarda lontano, il navigatore di Cala Gonone, soprattutto l'Oceano, che lo vedrà protagonista in un nuovo affascinante progetto nel 2016.
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