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«Buona reazione, ma il primo tempo è stato troppo soft»

di Andrea Sini
«Buona reazione, ma il primo tempo è stato troppo soft»

Il coach Marco Calvani è soddisfatto solo a metà «Dal punto di vista dell’approccio è un passo indietro»

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SASSARI. «I primi due quarti mi hanno sorpreso molto. Devo riguardarli con calma, perché la nostra partita è iniziata nel secondo tempo e questo per noi è un passo indietro».

La Dinamo è arrivata a un tiro dalla sua prima vittoria stagionale in Eurolega, ma coach Marco Calvani non è soddisfatto. «Il nostro inizio è stato molto soft, è stato strano vedere la mia squadra partire in questo modo – dice l’allenatore della Dinamo –. Rispetto alle precedenti gare eravamo un po’ a corto di intensità: ripeto, sono abbastanza sorpreso dal nostro primo quarto. A questi livelli non si può mai giocare leggeri con nessuna squadra, figuriamoci contro il Maccabi».

«Uno degli obiettivi che ci eravamo posti era lasciare non più di 15-17 punti a quarto ainostri avversari – spiega Calvani –, invece loro sono andati a 20 sia nel primo che nel secondo periodo. La nostra partita è iniziata solo dopo l’intervallo, troppo tardi, e questo ha compromesso tutto».

Calvani ha poi spiegato l’assenza di Logan e Petway. «Logan ha avuto un problema muscolare già ieri, non era il caso di rischiarlo. In questo sono perfettamente d’accordo con il club, non mi pareva il caso di forzare e ho trovato conforto nel pensiero della società. Se arrivi a una partita decisiva i giocatori sono i primi che ti chiedono di giocare: questa era una partita importante, ci tenevamo a vincere ma la stagione è lunga e nel mese di dicembre ci sono appuntamenti importanti. Petway invece ha iniziato il riscaldamento, era caldo ma in un’entrata ha sentito una fitta sul ginocchio. Dobbiamo aspettare i controlli nelle prossime ore. Nessun problema per Varnado, nel finale ha preso soltanto una botta».

La Dinamo è stata sempre sotto, ma non tutto è da buttare. «Voglio essere positivo e portarmi a casa la seconda parte della gara, ma siccome sono l’allenatore voglio riguardare gli errori commessi nel primo tempo. Ho visto grandi ingenuità in difesa, sia nell’uno contro uno e nei movimenti di squadra».

A proposito di Varnado, il centro americano sta diventando un fulcro del gioco biancoblù. «Jarvis è un punto di riferimento, ma non voglio affidarmi a un singolo giocatore. Non possiamo dipendere solo da un’arma, mi piace la distribuzione della responsabilità. Stavolta si è visto a sprazzi rispetto alle partite precedenti, è sotto gli occhi di tutti che sia stato un po’ recuperato sia a livello fisico che tecnico-tattico. I suoi sprint in contropiede sono sintomo di una condizione ritrovata. Speriamo che sia tornato quello che tutti si aspettavano».

Infine Alexander: meglio da ala o da centro? «Giocando da cinque può sfruttare il suo dinamismo e trovare qualche spazio in più, ma dobbiamo aiutarlo a trovare la dimensione per la quale è stato portato a Sassari, ovvero quella di quattro».

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