Varnado, il ritorno del Tornado
Il pivot americano sta assumendo un ruolo di primo piano in questo nuovo corso
SASSARI. Come cambiano le cose. Nel gioco veloce e spumeggiante di Meo Sacchetti, Jarvis Varnado arrancava senza riuscire a fare nulla di quello che gli veniva chiest. In quello più ragionato di Marco Calvani è già un punto di riferimento e anzi ieri, complice l’assenza di David Logan, è stato molto spesso la prima opzione offensiva.
Negli anni scorsi al pivot veniva chiesto di correre, saltare, aprire il campo, buttarsi a rimbalzo offensivo, raddoppiare i piccoli. I palloni? Ogni tanto, con magnanimità, qualcuna delle guardie si sforzava di passarli. Ieri invece Jarvis Varnado è stato il classico totem della squadra. Ha chiuso con 19 punti, secondo realizzatore dei biancoblù, tirando 13 volte dal campo e 8 dalla lunetta. Roba che i vari Lawal, Easley e anche Gordon si sognavano la notte, svegliandosi poi tutti sudati per l’emozione. Varnado, però, è un altro giocatore. A parte il problema di riadattarsi a far parte di uno starting five, stiamo parlando di una seconda scelta Nba con un certo pedigree, un giocatore che rende maggiormente nei pressi del canestro in attacco e anche in difesa. Rispetto ai suoi primi anni italiani, ha forse mezzo più massa muscolare ed è meno esplosivo, resta in compenso un giocatore che ha un paio di movimenti efficaci spalle a canestro e sa chiudere lo specchio del canestro con le sue braccia lunghissime. Anche i falli stanno diminuendo e non è estraneo il fatto che non stia più uscendo ad aiutare fuori dall’area.
Un giocatore che, in un contesto si gioco come quello che Calvani sta sviluppando, sta trovando una collocazione importante e non di contorno. Non bisogna nemmeno dimenticare che proprio Jarvis Varnado era il centro titolare di quella Virtus Roma capace di arrivare alla finale scudetto dopo aver eliminato in semifinale Cantù, vendicando in qualche modo l’eliminazione della Dinamo nella drammatica gara7 del PalaSerradimigni. I due, insomma, si intendono piuttosto bene e questo non può che essere un vantaggio per una Dinamo che sta cercando di risorgere dalle proprie ceneri.(r.s.)
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