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La Dinamo ha già Trento nel mirino

di Andrea Sini
La Dinamo ha già Trento nel mirino

La prestazione di giovedì, tra alti e bassi, è archiviata. Logan verso il recupero, ma Petway domani non ci sarà

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SASSARI. A un solo tiro dalla prima vittoria stagionale in Eurolega, con qualche passo indietro e il fardello di quel brutto zero nel bilancio continentale che continua a pesare soprattutto sul morale. La Dinamo non fa drammi, ma il ko nel match di giovedì sera contro il Maccabi Tel Aviv aggiunge qualche complicazione al progetto di Marco Calvani. Il tutto nell’imminenza della difficile sfida di domani mattina contro la Dolomiti Energia Trento, che verrà arbitrato da Vicino, Sahin e Rossi.

Gli infortuni. David Logan si era fermato durante l’allenamento di mercoledì per un problema muscolare. Lo staff tecnico e quello medico si sono trovati d’accordo nel tenere fuori la guardia americana nel match di Eurolega per preservarla e utilizzarla al meglio nella gara di campionato con Trento, il cui risultato “pesa” certamente di più. Logan dovrebbe dunque essere regolarmente in campo domani. Discorso diverso per Brent Petway, che con la cura Calvani aveva dato segnali di ripresa (11 rimbalzi catturati a Capo d’Orlando): durante il riscaldamento prepartita di giovedì l’ala americana ha avvertito una fitta a un ginocchio ed è stata immediatamente fermata. Oggi si dovrebbe conoscere il responso dei controlli specialistici cui è stato sottoposto il numero 1 biancoblù, ma è scontato che contro Trento Petway non ci sarà, e difficilmente verrà “rischiato” nell’incontro di giovedì prossimo, ancora in Eurolega e ancora in piazzale Segni, contro l’Unicaja Malaga. Nessun problema, invece, per Joe Alexander, che dopo avere saltato le gare con Pesaro e Cska, ha ripreso confidenza con il parquet giocando 14 minuti a Capo d’Orlando e 23’ contro il Maccabi.

Il morale. Le prestazioni dei biancoblù in Russia e in Sicilia avevano regalato un’ottima dose di fiducia e motivazioni alla squadra di Calvani. Dopo la larga vittoria di Capo d’Orlando, un successo contro il Maccabi Tel Aviv sarebbe stato un fiocchetto su questi primi dieci giorni di lavoro con il nuovo corso. Ma negli ultimi secondi di gioco la penetrazione di Haynes si è infranta contro un muro di muscoli (e spranghe) e la tripla sulla sirena di Alexander è finita sul ferro.

La prestazione. Non è con quelle due giocate che la Dinamo ha perso, anche se all’ultimo ci stava per scappare la vittoria. In realtà la prova dei biancoblù non è stata troppo convincente, e il primo a dirlo è stato proprio l’esigentissimo coach romano. «Faccio fatica a darmi una spiegazione per il nostro avvio – ha detto Calvani a caldo –, troppo morbido e con un’intensità che non mi aspettavo. Da questo punto di vista, abbiamo senz’altro fatto un passo indietro». Niente di grave, ma contro gli israeliani di Zan Tabak la Dinamo è stata sempre sotto, ha difeso bene soltanto a tratti e ha trovato grossi problemi anche in fase offensiva, con una circolazione di palla più farraginosa rispetto a quella vista a Mosca e Capo d’Orlando e soluzioni spesso affidate alle iniziative dei singoli. Non è casuale la polarizzazione della distrubizione dei punti, che sin quasi a tre quarti di gara vedeva i punti della Dinamo divisi tra tre soli giocatori: Varnado, Haynes ed Eyenga.

Arriva Trento. Perdere per un canestro contro una delle squadre potenzialmente più forti d’Europa non può essere un dramma. Tanto meno a poche ore dalla sfida con Trento, che fa parte con la Dinamo del gruppone che occupa la seconda piazza a quota 12, alle spalle di Milano. Con un calendario che va impennandosi (vanno ancora affrontate Reggio Emilia, Milano e Pistoia), i sassaresi hanno l’obbligo di non perdere terreno, anche in chiave Coppa Italia.

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