Anche senza Molino un rigore da manuale
OLBIA. Quando l’arbitro ha indicato il dischetto, tutti i tifosi seduti in tribuna si sono chiesti: «E adesso che non c’è Molino, chi lo batte?». Poi è arrivato Gianmarco Falasca. E ha calciato...
OLBIA. Quando l’arbitro ha indicato il dischetto, tutti i tifosi seduti in tribuna si sono chiesti: «E adesso che non c’è Molino, chi lo batte?». Poi è arrivato Gianmarco Falasca. E ha calciato perfettamente. «Però spero che Daniele Molino torni presto, il rigorista dell’Olbia è lui. Ne ha realizzato otto su otto – commenta Falasca dopo la doccia -. Comunque anche io li ho sempre calciati, non con l’Olbia però. Era da un paio di anni che non ne battevo uno».
Gianmarco Falasca, classe 1993, cresciuto tra Roma, Lazio e Inter, è una pedina fissa del centrocampo olbiese. «Non è stata una partita semplice, viste le pesanti assenze. Ma è venuto fuori il gruppo e ognuno si è preso le proprie responsabilità – analizza Falasca -. È una vittoria sicuramente importante. Bisognava conquistare i 3 punti, anche per salutare nel migliore dei modi il nuovo presidente Alessandro Marino». Il rigore battuto da Falasca, comunque, è stato procurato da Jacopo Malesa. In tanti hanno sgranato gli occhi quando lo hanno visto in mezzo al campo. Malesa, uno dei simboli dell’Olbia degli ultimi anni, è infatti da poco tornato dalla Voluntas Spoleto, dove era in prestito. E Oberdan Biagioni non solo l’ha convocato, ma lo ha anche schierato in campo dal primo minuto. Malesa ha così giocato (bene) in attacco, con la maglia numero 10, proprio lui che era abituato a giocare come esterno basso. «Ringrazio il mister per avermi dato fiducia – dice Malesa -. Poi sulle spalle avevo il numero di Molino, un numero pesante. Sono soddisfatto, perché quest’Olbia è molto forte e poter giocare anche solo pochi minuti è già un risultato». Unica macchia, però, l’espulsione per fallo di reazione. «Ho sbagliato io, è stata una reazione stupida. Chiederò scusa alla squadra e se ci sarà da pagare pagherò» conclude Malesa. (d.b.)
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