«Se fossi stato in tribuna avrei fischiato anch’io»
Marco Calvani: «Chiedo scusa ai tifosi per la prestazione non qualificabile Sta a me capire cosa accade ma la rosa non si cambia, e non cerco alibi»
SASSARI. «Chiedo scusa al pubblico. Se oggi fossi stato seduto in tribuna a guardare la partita, avrei fischiato anch’io. E complimenti a Trento: ci ha spiegato come si gioca a pallacanestro, anche se ci abbiamo messo tanto di nostro». Marco Calvani, uno di noi, possono pensare i tifosi della Dinamo che ieri a fine gara hanno sonoramente manifestato il loro disappunto. Marco Calvani, uno della Dinamo. Tra i primi a dover cercare una spiegazione e una soluzione, che ieri nell’immediato dopopartita il coach però non aveva.
«Conosco bene la pazienza del pubblico di Sassari – ha detto l’allenatore del Banco di Sardegna in sala stampa, raggiunta dopo un tanto intenso quando veloce vertice con i dirigenti nel corridoio degli spogliatoi –, e mi scuso per la prestazione non qualificabile che abbiamo offerto. Non riesco a capire il perché. La squadra durante la settimana lavora sodo».
Alla seconda partita di campionato in panchina, dopo l’esonero di Sacchetti, Calvani tocca – non solo sul piano tecnico – vari aspetti della sconcertante prestazione offerta dai suoi, e parte dal fatto che è proprio davanti ai suoi tifosi che la Dinamo appare bloccata: «Sapete come si sia vinto a fatica con Cremona e come si sia perso con Brindisi, Venezia e ora Trento. Poi, c’è il successo su Pesaro. Dobbiamo metabolizzare che il fatto di giocare in casa è un vantaggio e non un fattore di pressione. Il pubblico ti trascina ma noi non abbiamo fatto niente per accenderlo mentre fuori casa mi sembra che abbiamo la testa più libera. Sta a me capire come intervenire».
Bicchiere molto mezzo vuoto, dunque, per Calvani. «Non mi piace parlare dei singoli, d’altronde che potrei dire, quando anche Logan ha sbagliato tiri facili tutto solo? Abbiamo fatto un buon terzo quarto, ma segnare 30 punti è inutile quando ne concedi 25 o giù di lì ogni quarto. Incassandone 90 non potevamo pensare di poter vincere. E non cerco alibi. Il criticatissimo Petway per me può dare tanto, ma oggi era fermo. Alexander viene da uno stop, Logan dopo Capo d’Orlando ha fatto un solo allenamento».
Devecchi in campo solo per 5 minuti? «All’inizio ho provato Formenti ed è andato bene, poi D’Ercole e nella seconda parte della gara con Jack volevo alzare il livello della difesa. Mi è sembrato giusto così. Sì, potevo utilizzarlo prima, ma mi sembra che il minutaggio oggi sia stato abbastanza distribuito».
Sarà il caso di ricorrere al mercato? «L’organico non si tocca. Finché c’è la possibilità devo tirare fuori tutto da quello che hanno questi giocatori. Se posso cerco di non cambiare, in una famiglia la stima e la conoscenza si creano con il tempo. Certo, con il cambio di allenatore e di metodi c’è un logico momento di trambusto, per metabolizzare serve tempo e stiamo facendo molto meno di quello che vorrei. E pause non ce ne sono. Oggi siamo questi e non cerco alibi, ripeto. Contro Trento c’è stato poco da salvare, siamo ben lontani dalla solidità difensiva che voglio e stiamo facendo le cose di corsa ma nessuno si tira indietro. E’ arrivata una sconfitta, ci mancano due punti ma continuiamo a insistere, accorciando i tempi».
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