Un dopo-triplete che nessuno pensava così traumatico
Calvani adesso è alle prese con l’effetto-rebound I tifosi indispettiti dalle tante sconfitte casalinghe
SASSARI. Dopo gli splendori del triplete, la decisione di ricostruire. E ora la necessità di ricostruire dopo la separazione da Meo Sacchetti. La gestione Calvani, dopo la prevedibile fiammata iniziale, sta subendo una sorta di effetto-rebound e ora le dichiarazioni del presidente Sardara aggrovigliano ancora di più la situazione. Il progetto Dinamo 2018 è stato davvero superato dagli eventi e anche dai risultati: tante vittorie, una vita intensa, Meo Sacchetti a casa, Stefano Sardara potrebbe lasciare. E siamo solo alla fine del 2015.
La situazione è ingarbugliata anche perché la piazza rumoreggia. Era già successo altre volte, adesso però c’è anche la coincidenza che in casa questa Dinamo ha raccolto poco: tre sconfitte pesanti in campionato, quattro in Eurolega, una vittoria all’overtime (con Cremona) e una con l’ultima in classifica (Pesaro). Quanto basta per indispettire i tifosi, che non si aspettavano un dopo-scudetto così traumatico. Poi, si sa, la folla è difficile da interpretare e 5.000 persone sono tante. C’è chi aspetta la fine della partita, chi agisce subito, di pancia, magari perché stava cercando solo l’occasione per sfogarsi. Resta il fatto che, dopo tanti anni tornare sulla terra in maniera brusca è pesante per tutti. Per chi paga l’abbonamento e il biglietto e anche per i protagonisti, coinvolti in quella che sembra una crisi strutturale (sul parquet, ovviamente) mai vissuta in questi termini. Petway, per esempio, resta un mistero e un problema, non si può avere un americano pagato profumatamente che finisce per essere il cambio di Brian Sacchetti. E il passaggio dal gioco di Sacchetti a quello di Calvani, attuato a stagione iniziata e per di più con le coppe di mezzo a togliere spazio agli allenamenti, è egualmente pesante da assorbire. Per di più il Banco deve ancora incontrare top team quali Reggio Emilia, Milano e Pistoia. Il rischio è non qualificarsi per la Final 8 e non difendere quindi quella Coppa Italia sollevata per due volte di fila. Proprio per questo, la fine del girone di andata può essere un passaggio importante. In questo senso la classifica è rassicurante, un po’ meno quello visto oggi in campo e sentito dopo la partita. C’è ancora tanto tempo per risorgere, ma sembra una lunga notte.
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