«Decisione incomprensibile»
Caro Presidente, chi affronta una vita pubblica deve sapere che questa può essere fatta di consenso e di applausi, ma anche di contestazioni e di dissenso. Tu meriti certamente gli uni e gli altri....
Caro Presidente,
chi affronta una vita pubblica deve sapere che questa può essere fatta di consenso e di applausi, ma anche di contestazioni e di dissenso.
Tu meriti certamente gli uni e gli altri. La Dinamo di oggi, grazie al tuo impegno, non è più la squadra di provincia dal futuro sempre incerto. E' una realtà nazionale che gioca nei parquet più prestigiosi d'Europa. Ma, soprattutto, è un fenomeno (anche) sociale perché tu l'hai “sardizzata” come solo “Giggirriva” era riuscito a fare con il Cagliari dello scudetto. Ed hai vinto con merito coppe e scudetto; ma soprattutto hai vinto con tutti quei bambini della Sardegna che oggi frequentano le palestre anziché le strade. Ma ora, a torto o a ragione, sono arrivati momenti difficili che hai gestito con poca cautela.
Era inevitabile che l'esonero di Meo Sacchetti (a mio avviso assolutamente necessario anche perché ritengo che abbia dato più la Dinamo al coach che non il contrario)creasse malumori e contestazioni. Come quelle di domenica provenienti da un pubblico deluso (perché innamorato) da una prestazione indecente contro Trento.
Ciò che invece è difficile comprendere è la tua decisione, questa sì di pancia e non di ragione. Hai rimproverato al pubblico “viziato dai successi Dinamo” di aver fischiato la squadra già a metà partita e non alla fine dicendo che “su questo non sono disposto a negoziare”. Ebbene, tu hai fatto peggio. Hai annunciato le dimissioni durante il campionato rischiando di destabilizzare la squadra e l'ambiente non per una partita ma per il resto della stagione. E con motivazioni (se reali), consentimi, assolutamente infantili.
Peraltro credo che dopo le amarezze e gli sfoghi debbano arrivare le riflessioni e con queste, magari, i ripensamenti: che non sono solo ammissioni di errori, ma anche dimostrazioni di maturità. Condita con il desiderio di ulteriori successi che tu e noi (pubblico) possiamo e vogliamo ancora raggiungere.
Agostinangelo Marras
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