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Basket Eurolega, il Banco vuole chiudere da protagonista

di Roberto Sanna
Basket Eurolega, il Banco vuole chiudere da protagonista

Al PalaSerradimigni ultima sfida casalinga della massima competizione europea, contro Malaga la Dinamo Sassari cerca la prima vittoria stagionale

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SASSARI. Godiamocela fino all’ultimo istante questa partita, fissiamo bene nella memoria le immagini e le note di “Devotion”: coi tempi che corrono, per la Dinamo e per Sassari ritrovarsi a vivere un’altra stagione in Euroleague rischia davverto di diventare molto problematico. Perché non solo bisogna essere competitivi a livelli altissimi (attualmente bisogna vincere lo scudetto o perderlo in finale contro Milano), ma i programmi di sviluppo della competizione vanno verso un torneo blindato per le squadre più ricche e prestigiose, con poco spazio per campionati intermedi come è ormai quello italiano. Banco di Sardegna-Unicaja Malaga, palla a due alle 20,30, è anche questo.

Amichevole di lusso. Un tempo si definivano in questo modo le partite amichevoli contro squadre di alto blasone e oggi siamo più o meno in questi confini. Il Banco è già fuori, Malaga è dentro le Top 16 da tempo (6-2 il bilancio) e sta gestendo gli impegni in Europa mewntre in campionato è a metà classifica.Una gara che non valedal punto di vista della qualificazione, non può nemmeno influenzare la lotta per il quarto posto tra Maccabi e Darussafaka. Non è però una partita inutile e per questo va giocata con la giusta mentalità. Intanto perché è un match di Euroleague, il campionato top in Europa, ed è una vetrina importante.

Poi perché la Dinamo ancora è ferma a zero punti e questa è l’ultima occasione per regalare una vittoria ai tifosi che anche in questa stagione hanno onorato l’impegno in tribuna. L’idea di partenza era un’altra, non c’è stata storia, ma questa avventura resterà nella storia per le occasioni perdute e sarebbe bello uscire di scena tra gli applausi.

EuroDinamo. Le ultime uscite europee dei biancoblù hanno mostrato una squadra che può benissimo competere a questi livelli: a Mosca e in casa col Maccabi sono arrivate due sconfitte all’ultimo tiro, a proposito di occasioni perdute. In mezzo, però, c’è la sconfitta casalinga con Trento che ha interrotto il percorso (fatto anche di due belle vittorie con Pesaro e Capo d’Orlando) del dopo Sacchetti e la Dinamo deve dimostrare innanzitutto di averlo assorbito nella giusta maniera. Lasciando perdere quello che sta succedendo fuori dal campo, resta la necessità di ripartire e trovare una quadratura nel momento in cui si decide la volata per la Final 8. E oggi, in una serata senza particolari pressioni, la Dinamo può provare a ripartire.

La partita. Si comincia senza Petway e Marconato, con Pellegrino nei dodici. Rotazioni obbligate, quindi, sotto canestro, per il coach Marco Calvani. All’andata a fare la differenza fu il terzo quarto, nel corso del quale la squadra spagnola mise in campo tutta la sua aggressività difensiva stritolando letteralmente la Dinamo che nella prima parte se l’era sostanzialmente giocata alla pari. Al di là dell’attuale roster, l’Unicaja ha portato avanti una tradizione di competitività impressionante: arriva da dieci qualificazioni consecutive alla Top 16 (e questa sarà l’undicesima), una statistica che solo Maccabi, Barcellona e Panathinaikos possono vantare.

Bisogna così entrare in campo con l’idea di affrontare un top team, anche se dopo le 5 vittorie consecutive iniziali la squadra spagnola ha rallentato perdendo due delle ultime tre partite, sempre in trasferta (a Tel Aviv e Istanbul). E poi giocarsela fino alla fine, non è mai troppo tardi per centrare la prima vittoria.

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