Dinamo Sassari sconfitta ma nessun fischio: soltanto applausi al PalaSerradimigni
Contro l’Unicaja Malaga tifo partecipe sino alla fine dopo la contestazione per il ko con Trento
SASSARI. Due striscioni, anzi uno solo tradotto, esposti per tutta la durata del riscaldamento dal settore C: «Carica ragazzi», Uguale a «C’mon guys», che lo capissero anche gli americani, mentre preparavano il match di Eurolega, l’ultimo della stagione in casa, contro l’Unicaya Malaga.
La carica c’è stata, anche da parte del pubblico. Dagli spalti non un solo fischio, anzi sotto di 16 l’applauso più grande e l’incitamento più convinto. Dimenticate le critiche per il ko con Trento e le polemiche che sono seguite, non un coro sul presidente che ha annunciato l’addio per il prossimo giugno, né in positivo né in negativo.
Solo Dinamo. E mentre la squadra sul campo faceva il suo lavoro, sugli spalti i tifosi svolgevano il loro senza staccare un solo secondo. All’inizio quando la Dinamo ha sviluppato il suo miglior gioco d’attacco, nel secondo quarto quando ha replicato colpo su colpo agli spagnoli, nel terzo quarto quando ha traballato e nell’ultimo quando la Dinamo si è staccata dalle corde per riprendere il centro del ring, anche senza poter contare sul colpo del ko.
In sala stampa ha parlato dell’atteggiamento dei tifosi Marco Calvani: «Il pubblico ha capito che queste cose possono succedere, che le persone possono cambiare, il sottoscritto per primo – ha detto il coach del Banco –, che cambino giocatori o allenatori cambia poco ma l’importante è che la proprietà sia presente. Poi, i fischi? Se si vince sono rose e fiori e se si perde fischi ma oggi abbiamo tutti dato una risposta, la squadra sul campo e i tifosi sugli spalti. come sempre Sassari ha sostenuto la sua squadra, ha lottato con lei. Il presidente Sardara anche se non gli era dovuto martedì nella Club house mi ha spiegato la sua posizione e vi posso garantire che lui e il gm Pasquini alla squadra hanno trasmesso solo serenità, senza condizionare il nostro lavoro ma offrendosi anzi in modo propositivo. No, nessuna pressione, Sardara sa quello che fa. Qualcuno parla di istintività, ma è l’istintività di una persona adulta, che sa quello che vuole».
Mario Carta
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