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Basket, il Banco di Sardegna a Caserta per riprendere quota

di Roberto Sanna
Christian Eyenga
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Christian Eyenga

I biancoblù cercano di dimenticare la batosta con Trento in un match importante in chiave qualificazione alla Final 8

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SASSARI. On the road again: Caserta, Bamberg, Torino. La rotta del Banco è tutta in aereo in una settimana durissima dal punto di vista fisico e mentale, che vede due partite importantissime in chiave Final 8 e l’atto conclusivo di questa stagione in Euroleague. Si comincia oggi al PalaMaggiò ed è la partita più importante per mettere seriamente un primo piede nel tabellone della Coppa Italia, in programma dal 19 al 21 giugno al Forum di Assago. Il Banco ha quattro punti di vantaggio sul nono posto e ha battuto quattro (Capo d’Orlando, Cantù, Avellino e Varese) delle cinque squadre che lo affollano con 8 punti. Resta solo Caserta, appunto. Dovesse farcela oggi, avrebbe bisogno di una vittoria nelle ultime quattro partite del girone di andata. Dovesse perdere, si ritroverebbe invece con due punti di vantaggio e lo scontro diretto sfarevole nei confronti della Pasta reggia che diventerebbe automaticamente il pericolo numero uno nella corsa alla Final 8. Non è un traguardo di poco conto: la Dinamo ha sollevato quel trofeo nelle ultime due edizioni, presenziare alla kermesse sarebbe quantomeno doveroso.

La risposta. Lasciamo pure perdere la partita col Malaga, se vogliamo. Ma la Dinamo deve ripartire dalla sconfitta casalinga contro Trento e quindi dimostrare di aver incassato il colpo. Finora la squadra biancoblù si è tenuta a galla soprattutto nelle sfide contro le piccole, quella che stanno nella seconda metà di una classifica tagliata esattamente in due. A Caserta e Torino sono due sfide di questo tipo, poi arriveranno i botti di fine anno contro Reggio Emilia, Pistoia e Milano. In tre settimane, insomma, la Dinamo avrà la fotografia del proprio valore e anche quello dei giocatori più in discussione. Serve una risposta, subito, dal punto di vista del carattere perché la batosta contro Trento non è stata indolore e anzi ha provocato una scossa tellurica su un versante situato al di fuori dei confini stretti del rettangolo di gioco.

La partita. Siamo in un’altra epoca, a giudicare dalle dichiarazioni prepartita dei due allenatori con Dell’Agnello che vuole correre e Calvani che predica pazienza. Un tempo sarebbe stata una sfida tra pistoleri sul limite dei cento punti, oggi si ragiona diversamente e questo fa anche capire quale sia il difficile processo di riconversione che questa squadra sta affrontando in queste settimane. Caserta proverà ad accendere la partita anche puntando sull’apporto del pubblico del PalaMaggiò, impianto sempre difficile da espugnare. La squadra campana, che nel 1991 vinse lo scudetto con un’impresa molto simile a quella della Dinamo lo scorso anno, è stata riammessa al campionato e dopo aver salutato Vincenzo Esposito ha deciso di affidarsi a un altro degli eroi di quella memorabile cavalcata, Sandro Dell’Agnello. I biancoblù continuano ad avere una produzione offensiva di grande livello (primi nei punti segnati e nella percentuale da due punti, secondi nei tiri da tre) ma rischiano di pagare pesantemente a rimbalzo dove sono gli ultimi del campionato. Caserta invece è al terzo posto e ha due specialisti come Hunt e Jones, già esperti del campionato italiano, che possono impadronirsi dell’area e fare la differenza. Detto questo, il Banco resta una squadra più lunga e potente, costruita con altre aspettative e deve andare a fare la partita e non subire l’aggressività degli avversari, che sicuramente proveranno a partire forte e accendere il pubblico.

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