La Nuova Sardegna

Sport

Gli errori sotto porta rallentano la marcia del Cagliari verso la A

di Roberto Muretto
Gli errori sotto porta rallentano la marcia del Cagliari verso la A

I rossoblù concretizzano solo il 28% delle occasioni da gol Più della metà le reti subite sono arrivate su palle inattive

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A LIVORNO. Nonostante le apparenze, c’è molto amaro in bocca nel Cagliari dopo il pareggio di Livorno. E’ vero che non perdere in trasferta non è mai un risultato negativo, ma quelli lasciati sabato in Toscana sono due punti buttati. Troppi gli errori davanti alla porta e gestione della gara pessima dopo averla sbloccata in un amen. Una squadra come quella di Rastelli, contro un avversario colpito a freddo e quasi affondato, deve imporre la propria personalità, evitare di dare coraggio a chi ha l’acqua alla gola. E’ più o meno questa la fotografia di un match dal quale il Cagliari dovrà imparare molto e fare tesoro delle ingenuità.

Cinismo. Il Cagliari è la squadra che vanta l’attacco migliore del campionato. Ma c’è un dato che fa riflettere: i rossoblù concretizzano circa il 28 per cento delle occasioni che costruiscono. Se poi si entra nello specifico, Federico Melchiorri è l’attaccante meno freddo davanti alla porta. Finora ha realizzato quattro reti, il dodici per cento delle occasioni che gli sono capitate. Pesa come un macigno l’errore fatto a Livorno a pochi metri dalla porta. Invece di calciare, ha messo la palla in mezzo regalandola ai difensori amaranto. «Ero convinto ci fosse Sau», ha detto a fine gara. Ma Rastelli è stato tagliente: «In quelle circostanze devi tirare, Federico sa benissimo di aver sbagliato».

Palle inattive. Il Cagliari ha subito oltre la metà dei gol da gioco fermo. Senza andare troppo lontano, a Lanciano e a Livorno ha incassato due reti fotocopia. Su punizione da una ventina di metri e sempre sul palo del portiere. In entrambe le occasioni Storari ha delle responsabilità. Un problema che non è stato risolto, che ha impedito ai rossoblù di avere una marcia più spedita.

L’allenatore. «Ho sbagliato a far giocare Joao Pedro a centrocampo». Un ammissione di colpa da parte di Massimo Rastelli che gli fa onore. Quella del mister è stata una mossa azzardata, soprattutto in trasferta. Inutile fare giri di parole, il Cagliari non può permettersi di avere contemporaneamente in campo quattro attaccanti. Joao è cresciuto nella fase di non possesso ma soffre gli avversari che la mettono sul piano fisico. E’ quello che è successo sabato pomeriggio. Inutile dire che con Di Gennaro dall’inizio la gestione della palla sarebbe stata migliore e forse ora saremo qui a parlare di un’altra vittoria.

Tour de force. Da qui alla fine dell’anno il Cagliari giocherà quattro partite, coppa Italia compresa. La volata verso il titolo di campione d’inverno, che non conta nulla, è stata lanciata e il Crotone non molla. I rossoblù dopo i nerazzurri (martedì), sabato saranno in campo al Sant’Elia nello scontro diretto col Bari, poi a Salerno alla vigilia di Natale, per chiudere in casa il 27 dicembre contro la Pro Vercelli. Tre gare fondamentali prima delle vacanze (si riprenderà a giocare il 16 gennaio) e dell’apertura del mercato che potrebbe vedere la società rossoblù protagonista. Non è un mistero che Capozucca lavora alla ricerca del sostituto di Dessena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative