Una bocciatura per tutto il movimento italiano
Dinamo e Milano eliminate al primo turno ma è quello che la nostra Serie A è in grado di esprimere
SASSARI. Una su venti. La grande avventura in Euroleague, tanto agognata e affascinante, alla fine si è rivelata una montagna troppo difficile da scalare. Un po’ anche per sfortuna: l’anno scorso la Dinamo ha vinto una partita, in casa contro lo Zalgiris Kaunas, e perso due volte all’ultimo tiro a Novgorod e a Kaunas; quest’anno ha perso al supplementare una partita già vinta col Darussafaka e all’ultimo tiro col Maccabi Tel Aviv. Alla fine il bilancio sarebbe potuto essere meno umiliante, ma da qui a dire che si poteva puntare a superare il turno ce ne passa.
Possiamo poi andare a indagare sulle questioni più strettamente tecniche, ma la nota di fondo, che coinvolge anche l’Armani Milano, è che la Serie A italiana non è all’altezza di certi scenari e l’Eurocup, sempre guardando i risultati del primo girone (poi vedremo più avanti) sembra il territorio più adatto. Milano resta nel grande giro per blasone, impianti, fascino, sponsor e anche budget, ma paga comunque il fatto di giocare in un campionato intermedio. Migliore di altri, ma non all’altezza di quelli top, quei campionati dove giocano e si spostano i migliori giocatori europei e stranieri. La Dinamo è campione d’Italia e l’anno prima è stata semifinalista, ma quando è andata a costruire il budget e poi il roster ha dovuto scommettere, fare le nozze coi fichi secchi. Può pagare in una singola gara, non nel lungo periodo. Dopo aver provato a far fare il salto di qualità alle stelle di altri campionati intermedi, ha provato a prendere giocatori dai top team e ha dovuto, anzi potuto, andare sulle riserve sperando che facessero il salto di qualità. Non è andata ma non certo per colpe specifiche, probabilmente il nuovo giro di vite dell’Euroleague escluderà dal torneo squadre come la Dinamo e punterà su grandi piazze e grandi club. È stata comunque una grande avventura, un girono ci ricorderemo le sfide col Real Madrid e il Cska. Per la Dinamo, alla fine, non è un problema. Lo è molto di più per la Serie A, ma questo è tutto un altro discorso.(r.s.)
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