Sos dal mondo dell’ippica: un altro taglio e si chiude
Lettera congiunta dei gestori degli ippodromi di Sassari, Chilivani e Villacidro contro la nuova probabile riduzione delle giornate di corsa e dei montepremi
SASSARI. Alla vigilia dell’ultimo appuntamento agonistico della stagione dal mondo del galoppo arriva un nuovo segnale dall’allarme. Lo hanno lanciato i responsabili delle società di corse che gestiscono gli ippodromi di Chilivani, Sassari e Villacidro, riunitisi alla presenza presenza dei sindaci dei tre comuni interessati. All’ordine del giorno la paventata ulteriore diminuzione delle risorse destinate alle attività ippiche.Al termine dei lavori è stato approvato un documento concordato a livello nazionale con tutti gli altri ippodromi con il quale si denuncia il grave pericolo cui va incontro tutta la filiera ippica italiana, a partire dal prossimo gennaio.
«Per effetto dei tagli previsti dal disegno di legge sul bilancio dello Stato ancora in discussione in Parlamento – si legge nella nota – , si prevede una riduzione delle risorse pari a 20 milioni di euro. Mentre rischiano la disoccupazione circa 50.000 lavoratori diretti e dell'indotto in Italia, si prospetta la perdita irreversibile dello storico e qualitativo patrimonio allevatoriale equino nazionale. I tagli vengono giustificati con il calo della raccolta del gioco sulle corse dei cavalli, dovuto al mancato adeguamento delle scommesse ippiche ai gusti del giocatore, ma anche alla totale assenza di promozione, riversando le risorse pubblicitarie unicamente su Super Enalotto e altri giochi. In ogni caso l'entità del taglio prospettato sarebbe superiore all'entità delle minori entrate da scommesse ippiche».
«Gli effetti della crisi del settore – si legge ancora nel documento – si riassumo in questi dati: dal 2009 ad oggi c’è stata una riduzione delle giornate di corse (da 2.493 a 1.500), del montepremi (da 218 milioni a 97), dei corrispettivi per ippodromi (da 110 milioni a 57), che hanno determinato la chiusura di aziende, la perdita di posti di lavoro, la riduzione drammatica del numero dei puledri».
In Sardegna la situazione sarebbe ancora più pesante con il rischio portare la filiera sarda, già in crisi emergenziale, al collasso e alla chiusura delle strutture di Chilivani, Sassarie Villacidro, tutte di proprietà pubblica. Con effetti devastanti dal punto di vista occupazionale. «Centinaia di lavoratori finirebbero sul lastrico – sostengono i responsabili dele società di corse – senza alcun ammortizzatore sociale. La chiusura o l'ulteriore riduzione delle giornate comporterebbe anche una mancata, adeguata valorizzazione del prodotto "cavallo da corsa" e di conseguenza la perdita delle occasioni di commercializzazione. A cascata si determinerebbe una inevitabile riduzione dell'attività allevatoria con l'ulteriore calo delle fattrici coperte e il grave pericolo della perdita di importantissime linee genealogiche, frutto di una selezione secolare».
Gli ippodromi non vogliono subire in silenzio e chiedono, quantomeno la conferma delle giornate e del montepremi della stagione appena conclusa.
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