Olimpiadi, l’ottimismo di Rio «Rispettiamo i programmi»
RIO DE JANEIRO. «Stiamo rispettando la tabella di marcia e la crisi economica non ha inciso sulla programmazione dell’evento. Anzi, scommettiamo sul contrario. I Giochi ci aiuteranno a cambiare il...
RIO DE JANEIRO. «Stiamo rispettando la tabella di marcia e la crisi economica non ha inciso sulla programmazione dell’evento. Anzi, scommettiamo sul contrario. I Giochi ci aiuteranno a cambiare il clima. Arriveranno migliaia di turisti per incentivare le attività commerciali»: così Ricardo Leyser, segretario per l’alto rendimento del ministero dello Sport del Brasile, ha riassunto la visione positiva delle istituzioni in vista delle Olimpiadi 2016, che si terranno dal 5 al 21 agosto a Rio de Janeiro.
Secondo le ultime stime diffuse, per realizzare l’evento carioca saranno spesi in totale 38,67 miliardi di reais (circa 9 miliardi e 141 milioni di euro). Il 57% degli investimenti (22,2 miliardi) proviene dal settore privato, mentre il 43% (16,47 miliardi) dalle casse pubbliche. Il preventivo – soggetto a cambiamenti sia in virtù di nuove spese che dalla conversione della valuta in euro – viene aggiornato con cadenza semestrale.
A circa 230 giorni dalla più grande manifestazione sportiva del mondo, è stato possibile constatare l’andamento dei lavori di una parte del Parco Olimpico, il cuore delle Olimpiadi. In questo grande complesso della zona ovest, ancora difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, saranno disputate 16 discipline, fra cui basket, ciclismo, scherma e tennis. Si tratta di un’area aperta di 1,18 milioni di metri quadrati. Secondo l’impresa Cidade Olimpica è stato già realizzato il 94% dei lavori di tutto il Parco Olimpico.
L’evento test è fissato per aprile 2016. «Siamo addirittura in anticipo – confida il responsabile che accompagna nel tour –. Secondo un calcolo lordo, avremo 18mila posti disponibili», spiega Marcelo Santos Torres dell’Empresa Olimpica. L’Arena do Futuro è invece il fiore all’occhiello dell’intero complesso, sia perché è praticamente conclusa sia perchè è uno degli esperimenti della cosiddetta architettura nomade. Ad agosto del 2016 ospiterà le sfide di pallamano e di goalball (disabili), ma poi sarà smontata per dare vita a quattro scuole pubbliche, che saranno montate in altre aree di Rio de Janeiro.
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