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La Dinamo ondeggia tra rebus e incognite

di Andrea Sini
La Dinamo ondeggia tra rebus e incognite

Dopo il ko di Torino si apre un trittico fondamentale

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SASSARI. Lo schiaffo dell’ex e i dolori sottopelle, le recriminazioni e i punti interrogativi su una squadra sempre più indecifrabile. La vendetta di Jerome Dyson monopolizza giustamente tutti titoli, ma dietro l’uomo da prima pagina c’è da porsi qualche domanda su una Dinamo che continua a ingolfarsi nel momento in cui ci sarebbe da innestare la quinta marcia. Domenica, come in altre occasioni, la squadra campione d’Italia si è scontrata con i propri limiti perdendo l’occasione per staccare il pass per la Final Eight di coppa Italia ma soprattutto per fare un ulteriore passo verso la maturità.

Il bilancio. L’esonero di coach Meo Sacchetti ha “compiuto” un mese proprio ieri. Dopo l’addio del coach dei miracoli, tenendo fuori la vittoria con Pesaro (con Maffezzoli e Citrini in panchina), la gestione di Marco Calvani in campionato ha prodotto due convincenti vittorie esterne (a Capo d’Orlando e Caserta), un pesante ko interno (contro Trento) e appunto la rocambolesca sconfitta di domenica pomeriggio al PalaRuffini. In Eurolega sono arrivate invece due ottime prestazioni con la vittoria sfuggita per un soffio (a Mosca e contro il Maccabi Tel Aviv), una sconfitta onorevole contro la squadra che ha dominato il girone (Malaga) e una batosta a Bamberg, in una sfida affrontata senza Logan, Varnado e Petway.

Le prospettive. La classifica della strana serie A di quest’anno resta abbastanza corta, ma è anche arrivato il momento di scoprire cosa vuole fare da grande la Dinamo. I prossimi tre impegni, tra mercoledì e il 3 gennaio (in casa con Reggio Emilia e Pistoia, poi a Milano) daranno probilmente molte delle risposte che lo stesso Calvani, al pari della società e della piazza, stanno facendo fatica a trovare.

I rientranti. Il riposo precauzionale ha certamente fatto bene a Varnado, che contro la Manital di Vitucci ha giocato una gara più che buona ed è semplicemente calato alla distanza, avendo perso un po’ di ritmo partita. Nessun problema per David Logan, che non sarà al cento per cento, ma con 26 punti e una presenza costante sia in attacco che in difesa si conferma l’unico vero giocatore di valore europeo della Dinamo 2015-’16. Ha battuto un colpo anche Brent Petway, che non vedeva il campo da un paio di settimane: l’ex giocatore dell’Olympiacos sembra dare ragione a Calvani a proposito della sua utilità in difesa (e a rimbalzo), ma resta un giocatore praticamente nullo in attacco. Dove si limita a tirare ogni tanto, rigorosamente dal punto in cui riceve la palla (l’unica volta in cui ha provato a partire in palleggio ha commesso infrazione di passi). Sulla sua coscienza c’è il tiraccio che nei secondi finali avrebbe potuto chiudere la gara di Torino a favore della Dinamo, e che invece non ha preso neppure il ferro.

I rebus. Sono tanti, a livello di singoli e di squadra, e gara dopo gara aumentano anzichè dissolversi. Due su tutti: com’è possibile che Joe Alexander passi da buone prestazioni (in alcuni casi ottime) a comparsate simili a uno scherzo come quella di Torino? E qual è il vero ruolo nelle dinamiche di squadra di Rok Stipcevic? Il play biancoblù sta forse pagando lo scotto dell’estate spesa in campo internazionale con la sua Croazia (come a suo tempo capitò a Travis Diener), ma da qui a fine stagione i ritmi, piuttosto che rallentare, non faranno che crescere. Lo sa bene Calvani, che non ha caso ha parlato di novità da apportare “un pezzetto per volta”. Con le difficoltà che, visto il responso del campo, sono facilmente intuibili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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