Alessia Orro e Jole Ruzzini stelle del volley
La prima è in nazionale, la seconda gioca in Romania. Storie di giocatori e allenatori sardi emigrati nella Penisola
SASSARI. Signore e signori ecco a voi gli emigranti del volley. Termine con il quale s’identificano i pallavolisti isolani andati a cercare fortuna fuori dalla Sardegna. Una rassegna che non può che partire con la giovanissima palleggiatrice di Narbolia Alessia Orro, considerata ormai nonostante i suoi soli diciassette anni, una delle stelle del movimento nazionale. Inserita a soli quattordici anni nel Club Italia, dove è stata trasformata da attaccante in regista, ha bruciato le tappe con una crescita assolutamente fuori dal comune. Negli ultimi mesi ha messo insieme la vittoria ai campionati mondiali under 18 (dove è stata eletta migliore alzatrice del torneo), l’esordio in nazionale maggiore per il Grand Prix, quello in A1. e il nuovo inserimento nella selezione seniores, con la quale da domani ad Ankara (Turchia) inseguirà la qualificazione alle Olimpiadi. Scusate se è poco. Ma la bella notizia, a testimoniare il buon stato di salute della pallavolo giovanile sarda, è che non è l’unica a far parte delle selezioni della Federpallavolo. Da quest’anno i gli schiacciatori oristanesi Matheus Motzo (1999) e Marco Schintu (2001) fanno parte della squadra del Club Italia che milita nella B2 maschile. Bisogna tornare al settore femminile però per trovare la prima pallavolista sarda che può vantare un’esperienza all’estero, Jole Ruzzini, libero sassarese, che dopo cinque anni in serie A, gli ultimi due dei quali in A1, a Frosinone e Scandicci, si è fatta tentare dall’avventura estera, e al momento milita nel CSM Bucarest, formazione con la quale partecipa alla A1 Romena, alla Coppa di Romania e alla Challenge Cup, ex Coppa Cev. Si è fermato un po’ più vicino invece il viaggio di due fratelli olbiesi, Paolo e Matteo Derosas. Il primo, schiacciatore ricevitore, gioca in B1 nel Motta di Livella, mentre il secondo, è l’alzatore del Gioia del Colle, nella stessa categoria. Ma non sono solo i giocatori a costituire la pattuglia sarda fuori dall’isola.
Un’altra categoria ben rappresentata è quella degli allenatori, con Luca Secchi, ex Hermaea Olbia, ma con una carriera spesa quasi completamente nella penisola, che questa stagione guida il Soverato di A2, una delle maggiori pretendenti al salto di categoria ed avversaria proprio delle galluresi, mentre Roberto di Maio, nelle vesti di scout man, alla sua quarta avventura in serie A, segue le sorti del Piacenza di A1 maschile. C’è poi il caso tutto particolare di Dario Sanna, che potrebbe essere definito un emigrante “a singhiozzo”. Il tecnico sassarese è il responsabile del progetto internazionale «Facciamo muro contro la povertà», promosso dal Trentino Volley in collaborazione con Amref Health Africa, che si propone di organizzare un’attività pallavolistica per i ragazzi del quartiere Dagoretti, sobborgo di Nairobi, capitale del Kenya, e vola in Africa per una settimana ogni mese.
Fabio Fresu
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