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Lacrime amare per il ritorno in serie B

di Roberto Muretto
Lacrime amare per il ritorno in serie B

Cellino lascia a Giulini che si affida a Zeman e sarà un disastro, i rossoblù retrocedono dopo undici stagioni di fila in A

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CAGLIARI. Dall’entusiasmo alla depressione nell’arco di pochi mesi. Fino alla retrocessione in serie B dopo undici stagioni di fila sul palcoscenico più importante del pallone. Non si sono ancora rimarginate le ferite del Cagliari nonostante la nuova stagione stia regalando delle soddisfazioni. Il presidente Tommaso Giulini (che ha acquistato il club da Massimo Cellino), sbarcato in Sardegna con buoni propositi, ha dovuto fare i conti con la realtà e con qualche scelta sbagliata, figlia dell’ingenuità. Aver puntato tutto su Zdenek Zeman, a posteriori, si è rivelato un errore pagato a prezzo salato, perchè il boemo ha confermato di non essere un allenatore per squadre che devono pensare solo alla salvezza.

Azzardo. Tutti ricordano l’entusiasmo col quale è stato accolto Zeman. Il T Hotel, l’albergo dove il tecnico è stato presentato, ha fatto fatica a contenere le centinaia di persone che volevano vederlo da vicino, sentire le sue parole. Tutti erano convinti che il Cagliari sarebbe stato protagonista di una stagione importante. Invece è stato un calvario. Con un epilogo che ha fatto versare lacrime e, inutile nasconderlo, fatto sorgere molti dubbi sulla nuova dirigenza. Il boemo è stato esonerato a dicembre. E’ arrivato Gianfranco Zola, che ce l’ha messa tutta per risollevare una squadra costruita male in sede di mercato. Ma anche lui è stato costretto ad alzare bandiera bianca. E qui che Giulini ha commesso l’errore più grave: richiamare Zeman, tecnico non amato dallo spogliatoio. Un punto in cinque partite e situazione compromessa. Panchina a Gianluca Festa per tentare un miracolo che non si è compiuto.

Scoramento. A campionato finito, con l’amarissimo ritorno in serie B, c’è addirittura chi ha pensato che Giulini potesse scendere da una barca ormai affondata. Sensazioni negative, la paura che il bel giocattolo si fosse definitivamente rotto. Invece il patron e i suoi collaboratori, passata la bufera, si sono rimessi al lavoro con più impegno di prima e con un pensiero fisso: rivedere il Cagliari in serie A. «Non avrò pace finchè non riporterò la squadra da dove l’ho presa», le parole di un Tommaso Giulini deciso a riscattarsi. Esordire da presidente con una retrocessione, è un ferita talmente profonda che potrà essere rimarginata solo se a fine maggio i rossoblù festeggeranno la promozione.

Le scelte. La prima decisione è stata quella di azzerare la “vecchia guardia”. Via Matteoli, Festa, Pusceddu, il ds Marroccu e le bandiere Conti, Cossu e Pisano. La mossa di affidare la responsabilità del settore giovanile a Beretta è stata la prima del nuovo corso. Poi l’ingaggio del ds Capozzucca e successivamente l’allenatore. E’ arrivato Rastelli, grande conoscitore della B. E via a una sontuoso campagna acquisti, durante la quale sono stati “rastrellati” i migliori giocatori per la cadetteria. Tanto che gli addetti ai lavori hanno subito dato al Cagliari l’appellattivo di “Juventus della B” e favorita numero uno del torneo.

La stagione in corso. Il Cagliari ha chiuso in testa alla classifica il girone di andata. Lo ha fatto con una marcia che ogni tanto ha subito qualche intoppo, soprattutto in trasferta. Ma il campo ha confermato che quella rossoblù è una “corazzata” a cui, per ora, solo il Crotone (è secondo a un punto) ha saputo tenere testa. Il girone di ritorno si aprirà proprio con la super sfida tra le due “regine”, gara che metterà in palio la leadership provvisoria del torneo.

Capitano ko. Il grave infortunio di Dessena (frattura di tibia e perone) è stata una botta psicologica per tutto l’ambiente. E’ uscito di scena un punto di riferimento per i compagni, un giocatore generoso, legatissimo ai colori rossoblù. La missione del Cagliari è: tornare in serie A e dedicare la promozione a Daniele Dessena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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