Professor Logan manda ancora tutti a scuola
La guardia americana è il trascinatore. Petway bocciato, bene gli italiani
SASSARI. Quindici gare di campionato, dieci di Eurolega, una in Supercoppa e una in Eurocup. Con la fine del girone d’andata (si riparte domenica prossima con la sfida in casa della Vanoli Cremona) in casa Dinamo è tempo di bilanci. In settimana è atteso l’arrivo del nuovo acquisto Tony Mitchell, che porta a 14 il numero di giocatori del roster, ma nel frattempo ci si può divertire a dare i voti ai tredici giocatori biancoblù impiegati sinora.
David Logan 7,5
Autentico trascinatore in campionato, dove segna 17,8 punti a partita, tira con il 44% da 3 punti e smazza 4,1 assist. Qualche battuta a vuoto (per esempio contro Venezia), ma anche diverse prestazioni stellari: su tutte i 33 punti con 8 triple a Bologna e la partita da 25 punti e 38 di valutazione contro Reggio Emilia. In Eurolega ha sofferto di più la pressione dei difensori e le sue cifre lo dimostrano (11,4 punti con cattive percentuali), ma resta l’unico giocatore indiscutibilmente di valore europeo dell’intero roster. L’unico, insieme a Varnado, sempre in quintetto base.
Jarvis Varnado 6,5
A parte gli sparring partner Marconato e Pellegrino, è l’unico centro di ruolo della squadra. Circondato da grande scetticismo, parte piuttosto lento, gestendo malissimo i falli. Si fa male nel momento di maggiore crescita, ma viene rigenerato dalla cura Calvani. Non è un grande rimbalzista (per un centro non è poco), ma nell’area sta iniziando a farsi rispettare. Ha cifre molto simili tra campionato ed Eurolega (circa 18’, con 9 punti e 5 rimbalzi) ed è il miglior tiratore da 2 della A1 (64,8%).
Brian Sacchetti 6,5
Nel suo ruolo naturale c’è poco spazio, allora si adatta a fare l’ala forte. Contro giocatori più alti e pesanti sfodera diverse ottime prestazioni e tra novembre e dicembre è uno dei biancoblù più brillanti. Conquista diverse volte il posto in quintetto base e per un po’ trascina la carretta, prima di un leggero calo. È comunque un perno fondamentale (21 minuti in campionato, 18 in coppa); 6,4 punti e 3,8 rimbalzi non sono male.
Matteo Formenti 6,5
L’arte di sapere aspettare il proprio momento, l’umiltà per continuare a lavorare al massimo per sfruttare l’occasione che arriverà, quando arriverà. Prende polvere in fondo alla panchina praticamente per tutta la gestione Sacchetti (16 minuti a Malaga, 9 a Bologna ma per disperazione), viene rilanciato alla grande da Calvani, che lo trasforma in elemento chiave del roster e in diverse occasioni lo presenta nello starting five. Lui lo ripaga con diverse ottime prestazioni (a Caserta e a Torino e con Reggio Emilia e a Szolnok. Fondamentale in difesa, dice la sua anche in attacco: in campionato tira con il 50% da 3.
MarQuez Haynes 6
Uno dei grandi equivoci della Dinamo di quest’anno. Gli si chiede di fare il play, ma nonostante i 4,5 assist di media (che scendono a 3,2 in Europa) in cabina di regia non convince del tutto. Assai meglio quando si libera del compito di costruire gioco e si mette a fare la guardia: 14,1 punti in campionato con il 45% da 3, 13 in coppa con il 41,7%, anche se gli manca il killer instinct: in almeno tre occasioni ha giocato male l’ultima palla in match punto a punto. È il biancoblù che è rimasto in campo più di tutti: 31’ in campionato, 30’ in coppa.
Giacomo Devecchi 6
Nel suo primo anno con i gradi di capitano, il veterano biancoblù parte bene, ma non riesce a sbloccarsi in attacco (nonostante un irreale 9/13 da 3 (69,2%) in Eurolega e vede la fiducia assottigliarsi. Passa dallo starting five in coppa contro il Darussafaka al fondo della panchina con Calvani, che lo “vede” il minimo indispensabile.
Joe Alexander 5,5
Un’avvio da fuoriclasse, un’involuzione impressionante dopo il passaggio di consegne tra Sacchetti e Calvani. Prigioniero della necessità di schierarlo da centro (da ala forte rende assai di più), passa dalle prestazioni di grande sostanza (21+10 contro Cremona, 19+7 a Varese) alla perdita completa di fiducia, con cifre personali e umore che vanno a picco. In Eurolega, dove ha cifre migliori che in campionato, ha segnato 10,9 punti con 4,9 rimbalzi.
Christian Eyenga 5
Ottimo in precampionato, gode di grande fiducia in avvio di stagione ma piano piano arriva a essere uno dei più discussi. Pessima mano dai 6,75 (si attesta sul 25%), discreto rimbalzista (4 a partita), in attacco (circa 10 di media) alterna gare di grande personalità a scurissime eclissi. Assoluta mancanza di continuità.
Rok Stipcevic 5
Uno dei giocatori di maggiore esperienza della squadra, rappresenta una delle delusioni maggiori. Nessun acuto particolare in Europa, in campionato è andato via via perdendo smalto, fiducia e di conseguenza minuti. Primo cambio del play, quasi mai è riuscito a far cambiare passo alla squadra. Buone percentuali dai 6,75 (43% in campionato, 38,2 in Eurolega), ma pochi assist (1,5 e 1,1) e un contributo generale insufficiente, con troppi palleggi e troppi tiri rifiutati. Da recuperare al più presto.
Lorenzo D’Ercole 5
Gode di una discreta fiducia in avvio di stagione, ma non riesce a sfruttare una sola occasione. Onesta difesa e nessunissimo contributo in attacco, neppure nelle 8 occasioni in cui resta in campo per oltre 10’. Calvani prova a dargli fiducia, poi lo mette completamente da parte.
Brent Petway 4
Annunciato come un crack, forte di una carriera spesa tra “circo” (Harlem Globetrotters) e sostanza (scudetto greco vinto con l’Olympiacos), manda a Sassari la propria controfigura. Un disastro assoluto, virtualmente intagliabile perché il suo contratto è uno dei più pesanti e meglio garantiti. Quando gli aggettivi finiscono, restano comunque le cifre: 5 punti di media in serie A, 4,4 in campionato; due gare in doppia cifra su 27; 3 rimbalzi e spiccioli a partita; tre virgole (zero punti) e 10 partite con 5 o meno punti segnati.
Denis Marconato sv
La leggenda azzurra va per i 41 anni e arriva per chiudere il reparto italiani, per fare da “chioccia” e da sparring partner in allenamento. Zero minuti in campionato, solo briciole in Eurolega. Eppure...
Francesco Pellegrino sv
Il giovane “centrone” siciliano era inattivo da due anni ed è una scommessa per il futuro. Sacchetti non lo mette mai, Calvani gli regala un indimenticabile esordio a Mosca e poco altro.
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