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Alessia e il sogno olimpico: ci crediamo

Alessia e il sogno olimpico: ci crediamo

L’alzatrice di Narbolia si gode qualche giorno di riposo a casa dopo aver trascinato l’Italia del volley agli spareggi di Tokyo

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SASSARI. A diciassette anni si può ancora credere alle favole, figurarsi quando queste si realizzano. In questi giorni l’emblema della nazionale femminile di pallavolo, che ad Ankara ha conquistato il diritto di giocarsi il prossimo maggio in Giappone il pass per le Olimpiadi di Rio si chiama Alessia Orro, giocatrice dell’Ariete Oristano, promossa regista titolare della squadra, e rientrata dalla Turchia con un carico di emozioni. «Soprattutto con tante consapevolezze – confessa lei, tornata in Sardegna per qualche prezioso giorno di vacanza - Per esempio il fatto che il lavoro, alla fine, paga. Prima di partire avevo detto che noi giovani potevamo fare tanto per questa squadra e così è stato. Abbiamo dimostrato non solo all’allenatore ma a tutta Italia che si può contare su di noi. Poi è stata una grande emozione, pensare di aver dato un importante contributo alla squadra alla nostra età, Non solo di tecnica e tattica, ma anche di carattere. E’ una gran bella soddisfazione».

Pensava di fare giusto qualche ingresso in campo, magari con il doppio cambio, invece dalla seconda partita si è ritrovata titolare. Più emozione o pressione?

«Sono rimasta con i piedi per terra, perché l’importante era aiutare la squadra. La pressione non l’ho sentita perché sapevo benissimo che se non avessi giocato bene c’era pronta a sostituirmi Francesca Ferretti, un’atleta di grande esperienza, quindi ero solo felice».

Ci avete fatto soffrire, tre vittorie al tie-break e due sconfitte senza punti…

«Il problema secondo me è che ci siamo allenate poco assieme prima di scendere in campo, a quel punto chi giocava meglio entrava, dipendeva tutto da noi. Gli alti e bassi poi sono tipici di una squadra giovane, ma ci tengo a dire che anche quando ci siamo trovare in difficoltà siamo riuscite a gestire la situazione, recuperare a vincere i set, un segnale che se continuiamo a lavorare bene possiamo andare davvero lontano, con carattere e cuore».

Ora la qualificazione per le Olimpiadi passa per il torneo di maggio in Giappone,e Bonitta ha già dichiarato che, a parte qualche ritocco, la squadra è questa.

«Secondo me si baserà molto su quello che tutte le atlete saranno capaci di far vedere in campionato, chi sarà più in forma andrà in Giappone. Io mi sento in corsa».

Le hanno dedicato titoli sui giornali e pagine facebook.

«Sono molto felice, tante persone mi sostengono, mi vedono come un punto di riferimento, ma più che a queste cose devo pensare a migliorare, non sono nessuno».

È sempre sorridente, ma è davvero così?

«E’ il carattere, cerco sempre di aiutare la squadra, d’altronde il ruolo di palleggiatrice è anche questo».

Primo obiettivo del 2016 raggiunto, quali sono i prossimi?

«Fare un ottimo campionato di A1 con il Club Italia, e qualificarci per le Olimpiadi».

Fabio Fresu

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