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Dirty Soccer: ballano altri 7 punti

Dirty Soccer: ballano altri 7 punti

E cominciato il processo bis, la Procura federale presenta un conto salatissimo alla Torres

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ROMA. Nel momento più bello della stagione dal punto di vista sportivo per la Torres è cominciata un’altra partita che non avrebbe mai voluto giocare. Ieri il club sassarese si è accomodato sul banco degli imputati nel processo bis per l’inchiesta sul calcio scommesse avviata dalla procura di Catanzaro. L’udienza si è svolta davanti al Tribunale federale nazionale della Figc presieduto dall'avvocato Sergio Artico e non si è conclusa bene. Il pm ha chiesto 7 punti di penalizzazione per la squadra rossoblù e una multa di 30 mila euro.

Va detto che la Torres è in buona compagna perchè nell’aula del tribunale sono stati trascinati altri 28 club che devono difendersi dall’accusa di aver concordato alcuni risultati dei campionati di Serie B, Lega Pro, Serie D ed Eccellenza della scorsa stagione. Oltre alle società sono accusati 52 dirigenti riconducibili ai club coinvolti nell’inchiesta. Tra i nomi anche quello dell’avvocato Enzo Nucifora (per lui il pm ha chiesto 4 anni e due mesi di squalifica) in qualità di ex direttore sportivo della Torres, Ninni Corda (tre mesi) e i cagliaritani Andrea Ulizio (4 anni e 6 mesi di squalifica e 80mila euro di ammenda) e Mauro Ulizio( 5 anni di inibizione e preclusione, più un anno e 6 mesi di inibizione e 110 mila euro di ammenda). I deferimenti riguardano l'inchiesta denominata «Dirty Soccer» che è già costata alla società sassarese la retrocessione dalla Lega Pro alla serie D per il convolgimento dell’allora presidente Capitani in un presunto giro di scommesse sulla gara di Coppa Italia giocata a Pisa lo scorso anno.

Adesso sotto la lente d'ingrandimento dei giudici passeranno altre 27 partite ritenute oggetto di combine. Due di Serie B: Livorno-Brescia (4-2) del 24 gennaio 2015 e Catania-Crotone (1-1) del 16 febbraio 2015, le altre di Lega Pro e dei campionati dilettantistici di tre regioni. La Torres deve rispondere di responsabilità oggettiva perchè nel mare magnum delle intercettazioni finite in mano agli inquirenti ci sono alcune telefonate “sospette” intercorse tra Nucifora e personaggi in qualche modo legati al mondo del gioco d’azzardo. In particolare ci sono dubbi sulla regolarità di due gare disputate dai rossoblù la scorsa stagione (Monza-Torres e Torres-Pro Patria) anche se la società continua a proclamarsi assolutamente innocente. Sarà così? Di certo c’è il primo round si è chiuso con le richieste dell’accusa che sono molto più pesanti delle aspettative.

La parola ora passerà alla difesa affidata all’avvocato Matteo Sperduti, del foro di Latina. Questo il suo primo commento affidato a un comunicato della società: «La Procura – sostiene il legale rossoblù – nella sua requisitoria ha fatto una semplice ricostruzione dei fatti contestati senza portare alla luce elementi e riscontri probatori evidenti. La Torres non è mai stata citata nella discussione e al termine sono stati chiesti 7 punti di penalizzazione da scontare in questo campionato e un’ammenda, a dimostrazione di un evidente ed eccessivo accanimento con una società che ha già pagato moltissimo. Appare evidente, infatti, come non vi siano elementi chiari e precisi che provino la responsabilità dell’ex ds (così come non è stato riconosciuto nel precedente procedimento) e quindi della Torres».

Le prove raccolte dalla Procura federale sono scarne e non dimostrano alcun coinvolgimento negli illeciti contestati. La ricostruzione dei fatti è alquanto dubbia. Sono fiducioso che il tribunale riconoscerà l’assenza di ogni responsabilità in capo al club rossoblù».

Le difese cominceranno le loro arringhe già questa mattina.

A.L.

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