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«Ciao, sono Tony Mitchell e voglio vincere tutto»

di Andrea Sini
«Ciao, sono Tony Mitchell e voglio vincere tutto»

Prima giornata in biancoblù per il miglior giocatore della scorsa stagione «Ho accettato Sassari perché cercavo una sfida stimolante e di alto livello»

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SASSARI. «Sono qui perché mi piacciono le sfide e voglio vincere lo scudetto e la coppa». Nessun tentennamento, nessuna incertezza. Tony Mitchell punta dritto al ferro senza neppure fare una finta: il primo impatto del nuovo acquisto della Dinamo è in linea con la sua fama. Ieri l’ex giocatore dell’Aquila Trento, già salutato dal pubblico del palazzetto prima del match con il Galatasaray è stato presentato ufficialmente nella Club House biancoblù. “Scortato” dal general manager sassarese Federico Pasquini, il miglior giocatore dello scorso campionato si è mostrato entusiasta della nuova avventura. Ieri pomeriggio il primo allenamento con i nuovi compagni, domenica sarà disponibile per la trasferta di Cremona.

I saluti. «È strano ripartire proprio da Sassari – ha raccontato Mitchell, che indosserà la maglia numero 2 –, dato che la scorsa stagione ho giocato proprio su questo campo la mia ultima partita nel campionato italiano. Ricordo molto bene il calore del pubblico e mercoledì sera contro il Galatasaray ho visto che il palazzetto è sempre caldo, è un ambiente che mi piace molto. Ho già incontrato i miei nuovi compagni di squadra e li conosco praticamente tutti per averci già giocato contro. Ripeto, sono molto felice di far parte di questo progetto e sono pronto a mettermi a disposizione».

Gli obiettivi. «La Dinamo arriva da un’annata vincente, anche quello attuale è un grande gruppo è il mio obiettivo principale è dare il mio contributo alle vittorie della squadra. Aspettavo un’opportunità come questa, mi piace vincere e vorrei riportare lo scudetto in questa città insieme alla coppa».

Tra Trento e Sassari. Dopo la grande stagione con la maglia della Dolomiti Energia (20,1 punti a partita, 5,4 rimbalzi, titolo di top scorer del campionato e di miglior giocatore della regular season), Mitchell ha preso la via della Russia, ma l’avventura con il Krasnyj Oktjabr' Volgograd si è conclusa dopo appena 5 gare (21 punti di media) per alcune grane societarie. Poi un contratto a gettone per un mese con l’Estudiantes: «Mi hanno proposto di prolungare il contratto – dice il giocatore classe 1989 –, ma giocare per la salvezza non era ciò a cui aspiravo. Così mi sono rimesso sul mercato ed è arrivata questa opportunità, che ho preso al volo».

La leadership. I biancoblù non hanno ancora trovato un vero leader. E coach Calvani ha detto che le porte per Tony Mitchell sono aperte anche in questo senso, se lui si proporrà con guida per il gruppo. Cosa ne pensa l’ala nata a Swainsboro, Georgia? «È una questione di sfide. Qualsiasi cosa il coach mi chieda di fare io sono a disposizione. In campo come fuori, se serve giocare in un certo modo o se serve parlare, io non mi tiro certo indietro. Alla fine quello che determina questo tipo di equilibri è il campo, anche perché tutti abbiamo bisogno di tutti».

I tiratori. In un quintetto con Mitchell, Haynes e Logan, non c’è il rischio che un pallone solo non sia sufficiente? «Tutto parte dal non essere egoisti – dice Mitchell –. Sono stato in squadre in cui non ero la prima scelta in attacco, ma magari la seconda o terza. Avere giocatori forti, di personalità, è un vantaggio per la squadra. Farò quello che serve: se dovrò stare nell’angolo ad aspettare la palla lo farò, se ci sarà da costruire dal palleggio lo farò. Ma giocare insieme a Haynes e Logan non può che essere positivo, loro possono aiutare me e io posso aiutare loro. Troveremo l’equilibrio anche su questo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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