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«Dai Massimo, riporta il Cagliari in A»

di Roberto Muretto
«Dai Massimo, riporta il Cagliari in A»

Cuccureddu, ex tecnico del Crotone, incoraggia Rastelli suo allievo ad Avellino: «Rossoblù macchina quasi perfetta»

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ALGHERO. Crotone è una città che conosce bene. E’ un allenatore che la tifoseria calabrese ancora oggi ricorda con grande affetto. Antonello Cuccureddu è stato protagonista, nella stagione 1999-2000, della promozione degli “Squali” in serie B. “Sono ricordi indelebili - spiega -. Una festa bellissima di cui si parla ancora oggi . Un campionato straordinario e una squadra formata da grandi professionisti. Cito solo De Florio, Fialdini, Giampà e Grieco, calciatori che facevano la differenza. Ma anche una società organizzata e formata da persone perbene».

Lunedì grande sfida tra Crotone e Cagliari, sono le più forti della serie B?

«La classifica dice questo. Ma credo che i rossoblù siano un gradino più in alto di tutte le altre. Hanno un allenatore serio, preparato, che è stato mio giocatore ad Avellino».

Come lo ricorda?

«In campo dava tutto, era un generoso. Un professionista con i fiocchi, mai fuori dalle righe, rispettoso dei ruoli, che faceva spogliatoio».

Già allora era una sorta di allenatore in campo?

«No. Pensava solo a fare il giocatore e sinceramente non abbiamo mai parlato del futuro. Sono contento per Massimo col quale ci siamo sentiti per gli auguri di Natale».

Però in panchina sta dimostrando di saperci fare?

«E’ vero. E’ uno che si applica, che studia. Sa preparare bene le partite ed è un grande motivatore. Lui è un amico dei calciatori ma fa capire da subito che i ruoli sono distinti e sa farsi rispettare».

Che ambiente troverà il Cagliari a Crotone?

«Caldissimo. La tifoseria è passionale, sa spingere la squadra che davanti ai propri sostenitori si esalta. Non sarà facile per i rossoblù e guai se giocheranno una gara di attesa. Dare entusiasmo al Crotone è pericoloso».

Si aspettava i calabresi in corsa per la serie A?

«No. Però non mi meraviglio perchè Beppe Ursino è un direttore sportivo con i fiocchi. E’ strano che non lavori in piazze più importanti. Sa costruire le squadre e scoprire talenti con grande abilità. C’era già ai miei tempi e lavorando con lui ho capito le qualità che aveva. Umile sì ma grande intenditore di calcio».

Che partita sarà?

Secondo me spettacolare. Entrambe vorranno vincere e proveranno a imporre il proprio gioco. Io credo che il Cagliari abbia potenzialità tecniche e personalità per imporsi, anche se il Crotone gioca bene e sa ripartire in velocità».

Conosce Juric?

«No, però sta facendo un grande lavoro. Contano solo i risultati. Se arrivano sei bravo, altrimenti ti cacciano. Però se porta il Crotone In A credo che possa avere un grande futuro».

Un giocatore per parte che può essere decisivo.

«Premesso che nessuno fa la differenza e che ho sempre pensato che conta il collettivo, Budmir è un calciatore in grande crescita, da tenere d’occhio e già nel mirino di società di serie A. Nel Cagliari c’è l’imbarazzo della scelta, fare un nome sarebbe riduttivo».

Magari tutti toccheranno ferro, ma possiamo dire che sia il Cagliari che il Crotone andranno in A?

«Sono stato calciatore e allenatore per tanti anni e so benissimo che nel calcio la scaramanzia conta moltissimo. Il girone di andata ha detto che sono le due squadre più forti. Però, guai a credere che il più sia stato fatto e occhio a Novara e Bari. Si sono rinforzate e credono nell’impresa. Fa bene Rastelli a predicare prudenza e tenere alta la tensione».

Se dovesse dare un consiglio a Rastelli?

«Non ne ha bisogno, sa benissimo che cosa deve fare. Ho visto diverse partite del Cagliari, è una squadra che gioca bene e nonostante all’inizio abbia fatto un po’ fatica a calarsi nella realtà della B, è cresciuta sotto il profilo della mentalità. Sono sicuro che su questo aspetto, Massimo è stato un martello pneumatico. Lui in campo non aveva paura di niente e di nessuno».

Si sbilanci, lei lunedì per chi farà il tifo?

«Crotone è stata una bella parentesi di lavoro, ma sono sardo e la risposta mi sembra scontata. La Sardegna deve tornare in serie A».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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