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Dinamo in crescita nonostante la sconfitta

di Andrea Sini
Dinamo in crescita nonostante la sconfitta

Basket, il rocambolesco ko di Cremona non cancella i passi avanti della squadra di Calvani. Ora però serve continuità

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INVIATO A CREMONA. Bicchiere mezzo pieno, mezzo passo avanti, capolavoro a metà. La Dinamo esce dalla trasferta di Cremona con un muso lungo così e con una fastidiosa sensazione di incompletezza: manca metà dell’opera, quella legata alla freddezza degli ultimi minuti, e soprattutto mancano i 2 punti.

Niente drammi. Il girone di ritorno si apre con una delle sconfitte più amare della stagione, ma in casa biancoblù nessuno vuole pensare negativo. Sul parquet della terza forza del campionato, i sassaresi di Marco Calvani hanno controllato il match quasi nella sua interezza, dando segnali importanti un po’ da tutti i punti di vista: atteggiamento, intensità, continuità in difesa, varietà di soluzioni e pazienza in fase offensiva. Sono mancati nel momento decisivo, e questa nel gioco della classifica è naturalmente l’unica cosa che conta. Ma in un ragionamento di medio-lungo termine, la prestazione del PalaRadi può essere tranquillamente collocata in continuità con quella di quattro giorni prima contro il Galatasaray.

Occasione persa. A proposito di continuità, quest’anno la Dinamo non riesce in nessun modo a mettere in fila una striscia significativa di vittorie. Sinora, in campionato, mai più di due per volta (è successo in tre occasioni). L’aver salvato la differenza canestri, con il +7 dell’andata, non cancella l’amaro in bocca per un risultato che lascia Logan e compagni quasi sul fondo della griglia playoff, al settimo posto, a 6 punti dalla vetta e ad appena 4 dalle inseguitrici.

Sfortuna&co. Se la fortuna va in qualche modo aiutata, non si può dire che la sfortuna arrivi necessariamente da sola. Non si può dire che nei momenti chiave della gara la buona sorte abbia aiutato i biancoblù: dalla palla recuperata e poi rocambolescamente persa, sul +9, a 3’20” dalla fine, dalla quale è partita la rimonta cremonese; alla tripla finale di Alexander (Logan, prima opzione, è stato fatto oggetto di attenzioni “particolari” da parte della difesa); passando per la schiacciata fallita da Varnado nell’ultimo minuto, dopo il migliore gioco offensivo dell’intera partita, con gli arbitri che hanno sorvolato sulla tenaglia nella quale nell’occasione è finito il centro americano. Anche le chiamate arbitrali fanno parte del gioco tra buona e cattiva sorte, ma sul metro che i fischietti utilizzano negli ultimi minuti delle partite (spesso trasformate in tonnare) sarebbe necessario qualche chiarimento in più da parte della Fip. A proposito: la Vanoli ha subito una sanzione decisamente salata per il comportamento del pubblico, ben 3585 euro.

Tony Mitchell c’è. L’ala americana ha esordito con una prestazione non impeccabile ma non certamente negativa. Il nuovo numero 2 (di maglia) della Dinamo si è messo a disposizione di Calvani e della squadra, ha messo in campo l’atteggiamento giusto: buona pressione difensiva (ma chiaramente deve ancora imparare a muoversi in sintonia con i compagni), nessuna forzatura gratuita in attacco, dove ha trovato anche qualche soluzione importante. Senza contare gli 8 rimbalzi catturati e una presenza “pesante” sul perimetro, che condiziona non poco le scelte offensive degli avversari. Domani a Saragozza non potrà essere in campo per questioni di regolamento, ma – come è ovvio dire in questi casi –, può soltanto migliorare.

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