«Voglio la serie A e la corona dei bomber»
Diego Farias archivia il ko di Crotone: «Ci rifaremo sin da sabato con la Ternana, il Cagliari nei momenti difficili sa reagire»
CAGLIARI. “Non aver fatto il secondo gol mi pesa eccome. Ma ora, testa alla Ternana”. Diego Farias da Silva, punto e a capo. Il bomber rossoblù, 9 centri in 19 gare, Ronaldo il fenomeno come icona, è lo stemma del Cagliari che non molla. Gruppo e carattere per risalire in A.
“Ero in debito con la città, i tifosi e il club per la retrocessione. Sì, ho avuto varie richieste da squadre di serie A ma il progetto del presidente Giulini mi ha convinto: sappiamo cosa stiamo facendo e il lavoro alla lunga paga sempre”.
Il numero 17 – follia ai tempi di Cellino: sul tema scaramanzia il brasiliano si concede un mezzo sorriso – è pronto per ripartire al top. Un’infinità di tatuaggi, piercing garbato, capellino che e sorriso che fa impazzire le ragazzine, Farias ha una particolarità: nato a Sorocaba (San Paolo) non ha mai giocato in una squadra brasiliana.
Nel 2008 è al Chievo. Ha 18 anni. Un bambino malato di nostalgia. Ma saudade a parte non gioca. E cambia sponda: al Verona (Prima divisione). Poi, Nocerina, in B. Il caldo del Sud lo aiuta: 5 gol in 40 gare. A Foggia, trova Zeman e Marco Sau. Passa al Padova: 10 reti in 34 match. Mentre al Sassuolo è chiuso da Berardi e Sansone.
In rossoblù dal 2014, Dieguito non ha dubbi: “Sono nelle condizioni migliori per dare il massimo. Gruppo, staff tecnico e club solido e motivato: dobbiamo riprenderci la serie A. E sabato con la Ternana archiviamo definitivamente la sconfitta di Crotone”.
Cos’è successo allo Scida, eravate stanchi?
“No, finché siamo stati undici contro undici gli abbiamo nascosto la palla, abbiamo fatto la partita costruendo diverse occasioni da rete, tra cui la mia”.
Il gol dell’1-1, un tocco più uruguagio che brasiliano.
“Contava segnare. Joao Pedro mi ha dato una palla con i giri contati. Al limite dell’area non potevo calciare diversamente, c’era un difensore, ho cercato con l’esterno di beffare il portiere. È andata bene”.
Il Crotone è la vera sorpresa della B?
“Giocano bene e corrono tutti come matti. Ma per noi lunedì notte non è andata al meglio per gli episodi. Deve servirci da lezione, se leviamo il piede dall’acceleratore in B si soffre sempre. Ma adesso siamo concentrati sulla Ternana: dobbiamo prenderci i 3 punti”.
E se il Crotone cade a Novara, siete di nuovo in vetta.
“Può darsi. Ma dobbiamo pensare solo a noi stessi e al nostro campionato. I 46 punti dell’andata sono un bel bottino, ora guardiamo avanti”.
La sconfitta vi ha dato un po’ di tensione?
“No, siamo sereni e consapevoli della nostre forze. Siamo abituati ad affrontare anche i momenti meno belli. Il tecnico ci spiega di continuo che in B le difficoltà sono tante. Abbiamo dimostrato di poter affrontare anche i passaggi difficili. E i tifosi lo sanno”.
Farias, meglio da punta o da trequartista?
“In questo Cagliari giocherei anche da terzino. Io voglio segnare sempre: il mio secondo obiettivo dopo la promozione è il titolo di capocannoniere”.
Il gol più bello, quello con la Fiorentina in A?
“Tutti e, spero, quello che segnerò con la Ternana”.
Il difensore più roccioso incontrato finora in B?
“Pisacane, in allenamento”.
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