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I 100 anni della boxe italiana Brasca: la Fpi è in crescita

I 100 anni della boxe italiana Brasca: la Fpi è in crescita

ROMA. Dal 1916 il pugilato in Italia. Cento anni di vita che la Federazione pugilistica italiana si appresta a festeggiare dal 2 marzo, giorno della sua fondazione. Dall'emissione di uno speciale...

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ROMA. Dal 1916 il pugilato in Italia. Cento anni di vita che la Federazione pugilistica italiana si appresta a festeggiare dal 2 marzo, giorno della sua fondazione. Dall'emissione di uno speciale francobollo ai tanti appuntamenti presentati ieri al Foro Italico: mostre, libri, serate di gala, oltre a un ricco programma di dual match tra nazionali azzurre e straniere, il primo dei quali contro la Russia (10-12 marzo) nel nuovo Palaboxe che verrà prossimamente inaugurato a Roma.

Ieri è stata anche l'occasione per fare il punto sullo stato dell'arte della boxe italiana: «Tutto cresce molto – dice soddisfatto il presidente della Fpi, Alberto Brasca –, su tanti fronti dal 2000 a oggi abbiamo addirittura triplicato i numeri». È quindi una Fpi viva, sia per quanto riguarda l'attività in chiave di qualificazione olimpica (Russo e Manfredonia hanno già il pass per Rio) che per il settore femminile (si punta a riempire tre caselle) e in chiave junior. «Perché non stiamo solo pensando a Rio ma puntiamo anche sui giovani, solo con l’esperienza internazionale si può crescere», rileva Brasca, sconsigliando a Roberto Cammarelle di coltivare il sogno carioca. «È meglio che smetta, ha già dimostrato tutto, secondo me l'uomo su cui puntare è Guido Vianello». La strada per le qualificazioni a Rio comincia col torneo europeo in Turchia (Samsun, 7-16 aprile, misto uomini-donne).

Oltre al neo campione del mondo dei supermedi Wba, Giovanni De Carolis, era presente anche il pugile dilettante Domenico Valentino, che punta ad approdare a Rio nella categoria 56 kg: «Sto provando a scendere di categoria – ha conferma il pugile –, sono a buon punto, ce la metterò tutta e quest'anno ne vedrete delle belle». Da Rio 2016 a Roma 2024, una sfida che secondo Brasca si può vincere: »Sono fiducioso – dice –, noi cerchiamo di fare la nostra parte con le tante manifestazioni di questo centenario per tenere vivo lo spirito e rilanciare la vitalità dello sport in Italia».

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