«Alla mia Dinamo serve solo continuità»
Coach Calvani non è preoccupato per il big match di domenica. Fuori Alexander o Petway? La decisione solo all’ultimo
SASSARI. Parte dallo ieri di Saragozza per arrivare alla sfida di domani con Cantù, il coach della Dinamo Marco Calvani, con i piedi sempre ben saldi nel presente e la testa già rivolta al futuro.Il tempo è una costante, ed è proprio questo il problema numero uno del Banco: «Siamo costanti nel non essere costanti nella nostra continuità».
Domani al PalaSerradimigni arriva «un Cantù che è una squadra da playoff – prosegue Calvani –, una squadra totalmente rivisitata e corretta rispetto a quella battuta all’andata. Ha una classifica bugiarda ma la Dinamo con le squadre di alta classifica raramente ha sbagliato, i miei hanno tutti una forte personalità, non è gente che si spaventa».
«Il tempo per conoscerci a vicenda è passato. Due mesi sono un tempo più che congruo», ragiona il tecnico dei sassaresi, che di fatto mette un punto fermo nella sua gestione. «Sette settimane di precampionato non si fanno per caso – prosegue –, io le sto facendo in corsa. In allenamento c’è il massimo impegno da parte di tutti, poi in campo un Varnado che quando sono arrivato davanti tutti come quasi partente sfodera grandi prestazioni, per calare successivamente. Due partite fuori dal quintetto ed eccolo tornare decisivo. Ma come quando si vince non va tutto bene, allo stesso modo quando si perde non va tutto male. Sono il primo a cui scoccia non raccogliere risultati. Io e lo staff sappiamo quanto i giocatori si impegnano ma non c’è continuità e spetta a me far quagliare tutti gli elementi, in un’emergenza che va inserita nel progetto della società, nei necessari tempi lunghi. Ma state tranquilli che io sto sul pezzo, non mollo di un centimetro e difendo tutti i miei, mentre continuo a cercare l’equilibrio».
Sono scosse di assestamento, dopo il terremoto del cambio di guida tecnica. Scosse che producono una volta un avvio di partita sbagliato e una volta un finale di gara sballato, mentre nella tranquillità di mezzo si inanellano perle come i successi su Reggio, Pistoia e Galatasaray. «Dopo due mesi lo screening è concluso – spiega Calvani –, e le idee sono chiare. La progettualità c’è ma io vivo ancora nell’emergenza. Siamo in evoluzione, ho inserito contenuto diversi e le risposte ci sono ma c’è bisogno di tempo, mentre il campionato va avanti. Ma alcune cose concrete ci sono ed è su quelle che parto per consolidare il tutto».
Domenica contro Cantù, mentre l’ultimo arrivato Mitchell («Non chiamatelo salvatore della patria, darà equilibrio e solidità e un contributo alle idee maturate in questi due mesi») sarà in campo con le idee più chiare degli schemi e una superiore conoscenza dei compagni, bisognerà ancora scegliere su chi lasciare in tribuna fra Petway e Alexander. Il primo in Eurocup a Saragozza, partito in quintetto, non ha confermato quanto di buono fatto intravedere negli allenamenti precedenti, mentre Alexander ha spopolato in attacco «e in difesa può fare tutto – spiega il coach –, ma bisogna vedere se dalla nostra parte del campo è in modalità accesa o spenta. Deciderò all’ultimo solo domenica, dopo l’ultimo allenamento», conclude l’allenatore della Dinamo, che esclude che i suoi siano stanchi dopo il tour de force fra Cremona e Saragozza: «Siamo dei professionisti, chi non sopporta questi ritmi può cambiare mestiere».
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