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Rivoluzione-Gerasimenko per riportare Cantù in alto

Rivoluzione-Gerasimenko per riportare Cantù in alto

SASSARI. La palla a spicchi, in terra brianzola, ha cominciato a rotolare nella seconda metà degli Anni ‘30, con poco meno di 25 anni di anticipo rispetto a quanto sarebbe accaduto nel 1960 sul...

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SASSARI. La palla a spicchi, in terra brianzola, ha cominciato a rotolare nella seconda metà degli Anni ‘30, con poco meno di 25 anni di anticipo rispetto a quanto sarebbe accaduto nel 1960 sul campetto di San Giuseppe.

Sassari e Cantù si erano incrociate già in serie A2. Le stagioni comprese fra il 1994 e il 1996 le misero di fronte: la formazione lombarda nobile decaduta dall'Olimpo del massimo campionato italiano, il Banco di Sardegna che ai tempi poggiava fra gli altri su “Iceman” Bonino, Casarin, Ziranu e Emanuele Rotondo.

Sarebbero trascorsi quasi cinque lustri prima che le due si rincontrassero, stavolta all'ombra della Lega A, conquistata dal roster biancoblu nell'estate del 2010.

La Dinamo Sassari fa i conti con la legge del “Pianella” - tabù sfatato soltanto nella stagione in corso nel match di andata– e sfida la Bennet di Trinchieri, Markoishvili e Micov che avrebbe poi raggiunto la finale di Coppa Italia e quella scudetto, battuta dalla corazzata Siena.

Ma è nel 2013 che la sfida sardo-brianzola raggiunge l'apice sportivo.

Si giocano i quarti di finale dei playoff scudetto, in palio c'è il passaggio alle semifinali, la serie è lunga, incerta, tesa. Si passa dal 2-0 per la Dinamo che sfrutta al top il fattore campo a favore (90-70, 83-78), al pareggio canturino (73-71, 82-80), quindi il tentativo di spallata sassarese (81-58) e la reazione della Lenovo (87-84) che sul 3-3 rimanda tutto a gara7.

Si gioca il 21 maggio in un PalaSerradimigni formato bolgia. È la Dinamo dei cugini Diener, di Bootsy Thornton, degli arrivi in corsa Gordon e Becirovic.

Ragland ne fa 20, Brian Sacchetti ne fa 11, mette in campo gli attributi e si accolla il tiro del possibile successo. Lo sbaglia.

Sgorgano le lacrime, ma la squadra esce fra gli applausi lasciando al pubblico la sensazione che, in caso di vittoria, quella Dinamo sarebbe potuta arrivare lontano.

L'11 ottobre 2015, con 21 punti di Marquez Haynes il Banco sbanca per la prima volta il “Pianella” (75-86) e domani pomeriggio affronta una Cantù che è però profondamente trasformata dietro le quinte, in panchina e sul campo. Dmitrij Gerasimenko, già presidente e compagno di squadra di Tony Mitchell al Krasnyj Oktjabr Volgograd, è il nuovo patron dei brianzoli: ha cambiato coach Corbani con Bazarevic, ha portato in Brianza Hodge, Fesenko, Johnson e Ukic e punta dritto al bersaglio grosso.

Giovanni Dessole

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