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Bocche ancora cucite, volti scuri e un altro rigore contestato

Al termine della gara prosegue il silenzio stampa del Lanusei, iniziato dopo la gara di Civita Castellana dello scorso 10 gennaio, decisa da un contestatissimo calcio di rigore assegnato ai padroni...

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Al termine della gara prosegue il silenzio stampa del Lanusei, iniziato dopo la gara di Civita Castellana dello scorso 10 gennaio, decisa da un contestatissimo calcio di rigore assegnato ai padroni di casa del Flaminia: nessun calciatore ha voluto rilasciare dichiarazioni, e il tecnico Loi, scuro in volto per quanto accaduto in campo, ha ulteriormente declinato le domande dei cronisti. A rafforzare la netta presa di posizione della compagine ogliastrina è stato sicuramente l’episodio che ha portato al calcio di rigore dell’1-0 e che di fatto ha spianato ai padroni di casa la strada per il successo: prima della trattenuta di Bonu ai danni di Cinque, infatti, quest’ultimo aveva controllato il pallone aiutandosi fallosamente con un braccio, episodio che, se dalla tribuna era parso abbastanza evidente nella sua “teatralità”, non è stato però visto (o quantomeno giudicato sanzionabile con il fallo) - né da Andulajevic né dal guardalinee. Una “mazzata” psicologica forte e la dimostrazione è stata la spenta ripresa giocata dal Lanusei. Sul fronte opposto, il vice-presidente del Trastevere Bruno D’Alessio ha mosso una parola di conforto agli avversari sconfitti: «Abbiamo affrontato una squadra di tutto rispetto, che solo sette giorni fa aveva fermato sul proprio campo la capolista Grosseto. Sapevamo della caratura tecnica dei calciatori del Lanusei, ma siamo stati bravi a portare a casa i tre punti al termine di una gara combattuta e, nel primo tempo, equilibrata».

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