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La partita speciale di Rastelli e Pisacane

di Roberto Muretto
La partita speciale di Rastelli e Pisacane

Il tecnico e il difensore del Cagliari sono due ex dell’Avellino, il loro trasferimento è una ferita aperta per i tifosi irpini

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CAGLIARI. Due ex in panchina, un altro in campo. Avellino-Cagliari sarà una partita speciale per i tecnici Massimo Rastelli e Attilio Tesser, oltre che per il difensore Fabio Pisacane. Il primo non verrà accolto a braccia aperte. Il suo passaggio al club di Tommaso Giulini è stato tormentato e mai digerito in Irpinia. Era legato da un contratto alla società biancoverde, sciolto dopo un paio di settimane tumultuose, col patron dell’Avellino pronto a fare le barricate per di tenersi un mister che la stagione precedente aveva sfiorato la promozione. Un tira e molla nel quale è stata decisiva la volontà del mister che ha scelto il progetto rossoblù. Poter guidare una squadra costruita col dichiarato obiettivo di tornare subito in serie A, era un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Alla fine ha vinto il buonsenso, anche se la ferita in casa Avellino non si è rimarginata del tutto.

Toccata e fuga. Era la stagione 2005-2006. Tesser viene chiamato a Cagliari dall'allora presidente Massimo Cellino. Il tecnico di Montebelluna accetta la sfida. Il cammino in Coppa Italia è fluido, i rossoblù raggiungono gli ottavi. Ma con Cellino il rapporto non decolla. Arriva il giorno dell'esordio in campionato contro il Siena. Il presidente e l'allenatore si ritrovano faccia a faccia. Cellino pronuncia una frase che, a distanza di 11 anni, risuona ancora nelle orecchie dell'attuale tecnico dell'Avellino. “Tesser, vediamo se oggi lei è un uomo fortunato”. Una sorta di aut-aut. Il Cagliari esce sconfitto dal campo del Siena. Vincono i bianconeri di De Canio per 2-1, nonostante il vantaggio iniziale segnato da Mauro Esposito. Una doppietta di Enrico Chiesa e gli errori di Fabian Carini, portiere uruguaiano del Cagliari, chiudono una giornata da dimenticare. L'esonero arriva immediato. Una ferita che Tesser ha dimenticato ma quando ci pensa gli fa ancora male. E’ normale che sarebbe disposto a vendere l’anima al diavolo pur di dare un dispiacere ai rossoblù.

Tira e molla. Il trasferimento di Fabio Pisacane al Cagliari ha vissuto gli stessi “tormenti” di quello di Rastelli, che lo ha voluto fortemente nella nuova avventura. Anche il difensore era sotto contratto e convincere l’Avellino a lasciarlo partite ha comportato qualche sacrificio. Da parte del Cagliari, ma anche del giocatore che ha riunciato ad alcune spettanze che vantava nei confronti degli irpini. Anche per lui sono pronte bordate di fischi da una parte della tifoseria, quella più “calda” che considera, esagenrando e sbagliando, sia il tecnico che il giocatore dei “traditori”. Ecco perchè l’accoglienza non sarà delle migliori.

Gli avversari. Il centrocampista Fabrizio Paghera è già entrato nel clima della partita. Il giocatore dell’Avellino ha parole al miele per i rossoblù ma li avverte: «Il Cagliari è la squadra più forte del campionato, ma se mettiamo in campo la nostra personalità è dura anche per loro - le sue parole -. Per batterli occorrerà qualità, grande intensità. Dovremo giocare sui nostri ritmi, che sono più alti dei loro. Il resto lo faranno i tifosi: abbiamo avuto modo di vedere, contro la Salernitana, che spinta in più possono darci quando giochiamo in casa. Il loro apporto è fondamentale». Il fattore ambientale sarà importante e il Cagliari dovrà dimostrare che non soffre il mal di trasferta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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