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Mura non ammaina le vele e mira alla Roma per uno

di Sergio Casano
Mura non ammaina le vele e mira alla Roma per uno

“Vento di Sardegna” in cantiere in vista della importante regata vinta per 4 volte «Non rinuncio al Class 40. E lascio l’immagine dei 4 mori in omaggio all’isola»

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CAGLIARI. In mare con il "vecchio" Vento di Sardegna senza abbandonare il progetto del Class40. Dopo la vendita dell'Imoca 60, con il quale avrebbe dovuto fare il giro del mondo in solitario senza scalo, Andrea Mura si prepara a fare il suo ritorno in acqua con l'Open Felci 50, l'imbarcazione con cui è stato protagonista in oceano: «Il 10 aprile prossimo – annuncia il navigatore cagliaritano – parteciperò con Vento di Sardegna alla “Roma per uno”, la più importante regata del Mediterraneo, che ho vinto per quattro volte. Ciò non vuol dire che ho accantonato il sogno del Class40, che spero di costruire in futuro. Sto lavorando per cercare le risorse necessarie ma ancora non bastano per realizzare il progetto».

In attesa della prima regata della nuova stagione, Andrea Mura è tornato in cantiere per rendere più competitivo e performante Vento di Sardegna, costruito nel 1998 per partecipare al Vendée Globe. Diversi i lavori che in questi giorni sta sottoponendo all'imbarcazione e alle attrezzature di bordo: «Sto cercando di alleggerire e migliorare l'imbarcazione con nuovi materiali – spiega Mura – , molto più moderni e innovativi rispetto al passato. Quando cominciai l'avventura in Oceano, Vento di Sardegna pesava otto tonnellate e, dopo alcuni lavori in cantiere, siamo riusciti a portarla a poco più di sei tonnellate. Ora voglio alleggerirla ancor più, per renderla più performante e veloce, per guadagnare qualche nodo».

Andrea Mura sta sperimentando nuove tecnologie, all'avanguardia nella nautica, con lo stesso materiale che avrebbe dovuto utilizzare nell'Imoca 60. Un materiale non ancora commercializzato, chiamato "Dyneema", considerato ormai dagli addetti ai lavori il futuro per le vele, quello che dovrebbe soppiantare il kevral e il carbonio, ritenuti da molti ormai obsoleti. Molta innovazione e ricerca sulla barca anche per quanto riguarda i materiali che renderanno più resistente la livrea di Vento di Sardegna: «La barca verrà smaltata con polysil, una vernice a bassissimo attrito sia all'acqua che all'aria - assicura Andrea Mura – anche se in Oceano l'avevo già usata solo per proteggere la scritta dei quattro mori, icona che rimarrà sempre evidenziata nel fianco dello scafo perché amo più che mai la mia terra, che continuo a promuovere nel mondo. Il simbolo lo mantengo solo per amore verso la Sardegna non per la Regione, che nel bene e nel male mi ha inizialmente sostenuto».

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