Torres costretta ai tempi supplementari
Slitta ancora la sentenza del Tribunale federale sull’inchiesta Dirty Soccer. La società sassarese aspetta e spera
SASSARI. Un’altra giornata di attesa con i telefonini accesi e gli avvocati in stato di massima allerta. Il Tribunale Federale che deve tirare le conclusioni sul filone bis dell’inchiesta Dirty Soccer avviata dalla Procura di Catanzaro aveva fatto intendere che la sentenza sarebbe arrivata ieri. Una sentenza attesa da una cinquantina di imputati che potrebbe riscrivere la storia dei campionati di serie C e D e che interessa (molto) anche la Torres. I giudici hanno invece preso tempo. Non hanno rilasciato dichiarazioni ma fonti romane parlano di un dispositivo ancora da limare che potrebbe richiede altri due o tre giorni di lavoro. Tra l’altro, per consuetudine ormai consolidata, è difficile che la sentenza arrivi alla vigilia di una giornata di campionato e considerato che oggi è giovedì e domani c’è già qualche anticipo è probabile che fino a lunedì non trapeli nulla.
Ma che cosa può aver provocato l’ennesimo rinvio? Il fronte degli ottimisti (per la verità abbastanza largo) vede nell’allungarsi della camera di consiglio un segnale positivo. I giudici - è il ragionamento - non avrebbero accolto in toto le richieste dell’accusa (per la Torres sette punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso) e starebbero ricalibrando le condanne. Un lavoro da fare col bilancino tenendo conto, forse, anche dalle sentenze relative al primo filone dell’inchiesta. Se fosse davvero così la Torres potrebbe uscirne bene perchè è una società che ha già pagato un prezzo carissimo per il presunto coinvolgimento del suo presidente in una scommessa su una gara di coppa Italia. La squadra ha perso il diritto a disputare il campionato di Lega Pro e si è ritrovata in D, coi giocatori svincolati e la necessità di integrare la rosa a campionato avviato. Una condanna pesantissima arrivata, tra l’altro dopo un’assoluzione con formula piena in primo grado. Una condanna anche nel processo bis avrebbe davvero il sapore di una beffa o, come ha detto il presidente Capitani, di accanimento terapeutico: «altri vent’anni dati a chi sta già scontando l’ergastolo».
Ben diversa la posizione dei pessimisti. In questo caso il ritardo starebbe a significare che i giudici si sarebbero convinti della colpevolezza degli imputati e starebbero calcolando le pene senza guardare in faccia nessuno. Se non fosse così, se cioè, si fossero convinto del contrario, non avrebbero bisogno di altro tempo per mettere fine a una camera di consiglio che sta diventando estenuante.
Di fatto alla Torres e ai suoi tifosi non resta che aspettare sperando che la difesa sia riuscita a dimostrare l’estraneità del club al malaffare legato al mondo delle scommesse.
Ricordiamo che la società sassarese è accusata di aver “aggiustato” il risultato di due partite del campionato 2014-2015 tramite l’ex direttore sportivo Enzo Nucifora. Nel primo caso (Monza- Torres) la sociètà è tirata in ballo per “responsabilità oggettiva”, nel secondo (Torres-Pro Patria) per responsabilità presunta, perchè Nucifora aveva già lasciato il suo incarico dirigenziale. La Procura Federale ha chiesto sette punti di penalità, la difesa si è battuta per l’assoluzione. Per vedere chi la spunterà bisogna aspettare ancora.
A.L.
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