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Il Cagliari ringrazia Bisoli e prova la fuga

di Roberto Muretto

Il Perugia vince a Crotone, rossoblù soli in testa alla classifica. Fossati, Salamon e Barreca: che cambio di marcia!

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INVIATO AD AVELLINO. La bella notizia è arrivata intorno alle 17 di ieri. L’impresa del Perugia di Bisoli a Crotone ha restituito al Cagliari la corona di squadra regina della serie B. I rossoblù non lo diranno mai, oltre a non aver digerito la sconfitta subita allo “Scida”, provavano un senso di fastidio a guardare dal basso verso l’alto i calabresi. Ora che sono tornati in possesso dello scettro, dovranno tenerselo stretto.

Crocevia. Avellino era una gara fondamentale. Era vietato sbagliare. Figuriamoci cosa si sarebbe detto in caso fosse andata male, alla luce della vittoria (la settima di fila) del Pescara. Il Cagliari Ha sudato freddo dopo aver subito il gol di Mokulu ma ha avuto la reazione della grande squadra. Non si è scomposto, ha preso in mano le redini della gara, pareggiato nel giro di pochi minuti e spento l’entusiasmo di un avversario spinto da una tifoseria caldissima. Non c’è dubbio che l’espulsione di Sbaffo è stato un grande vantaggio, ma al “Partenio” la formazione di Massimo Rastelli ha confermato i pregi che tutti gli riconoscono: qualità, individualità importanti e spirito di gruppo. Soprattutto quest’ultimo è quello a cui il mister tiene di più.

Difetti. Intanto è stato subito l’ennesimo gol su una palla inattiva. A tratti sono riemerse le carenze che in qualche partite sono costate care. La poca freddezza davanti alla porta, la ricerca della giocata difficile, i cali di tensione che rischiano di ridare vita a chi è in agonia, una manovra compassata che la difesa a cinque dell’Avellino ha neutralizzato con facilità per mezzora del secondo tempo. Solo quando Rastelli ha deciso di passare dalla fantasia di Sau e Joao Pedro ai chili di Melchiorri e Cerri, il bunker costruito dagli irpini davanti alla propria porta è crollato. Un segnale che non verrà trascurato per il futuro.

Note positive. Intanto il primo gol di Munari che porta a quindici i goleador del Cagliari. La duttilità di Fossati, giocatore che sa fare le due fasi come pochi. Si è proposto per organizzare il gioco quando Di Gennaro era marcato. Ha garantito la copertura a Barreca che ha spinto come un matto sulla corsia di sinistra. E quando è passato in mezzo al campo, ha giocato con la personalità che deve avere chi ricopre quel ruolo, facendosi sempre dare la palla dai compagni. Non passa inosservata la crescita di Salamon. Un baluardo davanti a Storari. Insuperabile per gli attaccanti avversari, spesso intimoriti dalla sua prestanza fisica. Il difensore, a tratti, si trasforma in un centrocampista aggiunto perchè ha piedi buonissimi e non butta mai via il pallone. Il polacco non era un titolare intoccabile, ma si è conquistato i gradi sul campo, con una serie diprestazioni super. In questo momento il Cagliari non può fare a meno di lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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