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Il motocross fa festa ad Alghero

di Antonello Palmas
Il motocross fa festa ad Alghero

Internazionali d’Italia: in migliaia sulla pista catalana per applaudire il gotha dei piloti

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INVIATO AD ALGHERO. Se mai servisse un’ennesima prova di quanto la Sardegna ami le competizioni motoristiche, gli Internazionali d’Italia di motocross svoltisi ieri al Lazzaretto l’hanno servita su un piatto d’argento. Cinquemila, forse seimila spettatori (ma gli organizzatori parlano di 10 mila) hanno affollato la colina sabbiosa attorno al circuito nel quale si è corsa la tappa sarda della gara che precede la prima prova dei mondial i e che quindi tutti i migliori piloti del pianeta attendevano per testare mezzi e nervi. La corsa della Mx1 è stata vinta dal francese Romain Febvre, la Mx2 dall'olandese Jeffrey Herlings, mentre la gara Elite (finale con i migliori 20 delle due categorie) è andata al russo Evgeny Bobryshev. Al francese Stephen Rubini la gara della 125.

Sono arrivati da tutta l’isola, perché la passione per le due ruote non conosce distanze e i suoi adepti sono una tribù che comunica tramite canali esclusivi e si muove in massa. Non c’erano tribune, hanno passato ore in piedi mangiando un panino per pranzo, ma vedere da vicino gli eroi dello sport preferito (peccato per l’assenza del favorito Tony Cairoli) non ha prezzo. Così sin dalle prime ore del mattino l’area tra Bombarde e Lazzaretto, le cui strade sono state trasformate in sensi unici e un oliveto trasformato in parcheggio, sono state invase dal variegato popolo dei centauri

Musica rock a palla negli intervalli tra le gare, utilizzati per le visite al paddock, per ammirare da vicino un mondo spesso solo sognato, vedere i meccanici che si affannano attorno alle moto esposte come totem, salutare i piloti e strappare loro un selfie. E uno sguardo verso il mare, splendido, del golfo di Alghero, a due passi: ma lo spettacolo ieri era sulla sabbia rossa del circuito.

Via alle prove di qualifica, dominate da Jeffrey Herlings, un Mx2 capace du strappare il tempo migliore in assoluto. Dopo la prima manche della 125, sale la tensione quando parte la gara della Mx2. Herlings (Ktm) prende subito qualche metro allo statunitense Thomas Covington (Husqvarna), il rombo è infernale tra le dune dove le moto compiono salti da brivido. L’italiano Samuele Bernardini si difende bene, ma cade due volte. Per il primo posto non c’è storia, per il secondo spunta fuori l’altro talento italico Michele Cervellin, (Honda) che attacca Covington e alla fine resiste all’attacco durissimo di Max Anstie, solo terzo.

Quindi via alla Mx1: parte bene il campione del mondo in carica della Mx2, Tim Gajser (Honda), con Manuele Monni che si difende bene dietro i big (finirà 16°, migliore dei sardi: Luca Manca ha avuto problemi e ha dato forfait). Ma Gajser cade e dalle retrovie risale il francese Romain Febvre (Yamaha), favortio anche dalla caduta del russo Evgeny Bobryshev. Quest’ultimo viene superato anche dal belga Jeremy Van Horebeek. Febvre vince davanti a lui, il russo è terzo. La seconda manche della 125 vede il francese Stephen Rubini conquistare i punti per salire sul primo gradino del podio davanti a Van de Moosduk e Haarup. È il momento della Èlite: Paulin e Covington si scontrano subito e perdono terreno, Bobryshev prende il comando per non lasciarlo più, insidiato sino all’ultimo metro da Febvre. La gara è esaltante, in evidenza a lungo l’italiano Davide Guarneri, quinto sino a pochi giri prima della caduta. Butron viene superato da Van Horenbeek al terzo posto, a nulla serve l’incredibile recupero di Hernings solo quarto. Arrivederci, Alghero.

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