«Ma quale mercato, ci è mancata la voglia di sacrificarci»
Marco Calvani: «Le distrazioni sono soltanto scuse Abbiamo giocato nel modo giusto solo per 5 minuti»
DALL’INVIATO A BRINDISI. «Siamo dovuti arrivare quasi al baratro per iniziare a giocarla, e in 5 minuti siamo stati capaci di rimettere la partita in pista. Ma non è pensabile dovere arrivare a toccare il fondo per ritrovare l’aggressività e lo spirito giusto». Marco Calvani ha un diavolo per capello. Non parla di mercato («di queste cose si occupa la società») ma non nasconde la propria contrarietà per la prestazione della sua squadra, senza risparmiare una frecciata nei confronti di Joe Alexander, che ieri ha guardato la partita dalla tribuna. Scelta tecnica o problema fisico? «Durante l’allenamento di sabato sera ho visto che in certi movimenti non stava spingendo come suo solito – spiega –. L’ho chiamato fuori e non mi ha parlato di alcun problema, l’ho rimesso dentro e ho visto la stessa difficoltà. Poi alle 11 di notte ho saputo che aveva parlato col fisioterapista del solito problema all’adduttore».
L’altro giocatore nell’occhio del ciclone è Varnado, che ha commesso falli ingenui e si è fatto fischiare un tecnico per proteste. «Non è la prima volta che gli succede – dice Calvani –, gli capitato anche con Cantù, con 3 falli in mezzo minuto. È un problema? Beh, sì, quando ci sono queste situazioni significa che non sei sereno a livello di testa. È un segno di debolezza per coprire altre cose? Non c’è saldezza mentale? Non lo so».
Poi il coach della Dinamo torna ad analizzare la sconfitta del PalaPentassuglia. «Negli ultimi minuti non è cambiato solo il fatto che abbiamo fatto canestro, abbiamo avuto proprio un’energia completamente diversa. Brindisi ha dimostrato voglia ed energia da subito, nei primi due quarti ci sono state tante situazioni di palla vagante, e alla fine il possesso finiva regolarmente a loro. Non è un problema di tecnica o di schemi, ma di voglia di andare a prendere la palla».
Quanto hanno influito le voci di mercato su questa prestazione? «Questi sono alibi che non intendo dare nè a me stesso nè ai giocatori. Non voglio parlarne perché non ce lo possiamo permettere. È un problema di atteggiamento, di non volere o non potere fare tre o quattro difese una dopo l’altra. Io passo per un allenatore che fa della difesa il suo baluardo – conclude Calvani – ma sto ancora aspettando che questa squadra faccia ciò che deve fare». (a.si.)
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