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Rastelli: «La vittoria della maturità»

di Enrico Gaviano

Il tecnico incassa soddisfatto il risultato: «Queste sono le partite più difficili»

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CAGLIARI. «La vittoria della maturità». Così Massimo Rastelli a fine partita titola il match Cagliari-Entella. «Lo avevo detto a inizio del girone di ritorno – osserva l’allenatore rossoblù –: ora inizia un nuovo campionato, in cui le squadre si sono rinforzate, ci conoscono meglio e ci daranno ancora più filo da torcere. Così è stato anche contro l’Entella».

Spiega, il mister del Cagliari, che vittorie così sono doppiamente importanti. «Perché diventa difficile riuscire a risolverle. Come contro la Ternana anche stavolta però siamo stati bravi ad avere pazienza, a non aver fretta, soprattutto bravi a non perdere gli equilibri. Alla fine il gol è arrivato, e queste davvero sono successi che valgono doppio».

Intanto però, molta sofferenza, e qualche punto interrogativo sulla formazione iniziale: Cerri e Deiola in campo, poi sostituiti. «Mi serviva maggiore fisicità. Sapevo che l’Entella si sarebbe difeso con ordine – dice Rastelli – , noi dovevamo solo aspettare il momento buono. Applaudo i miei giocatori perché abbiamo rischiato poco o nulla e perché abbiamo colpito al momento giusto. Dopo il rigore ancora abbiamo controllato in maniera disinvolta la loro reazione».

Ma la vittoria è oscurata da due episodi: l’uscita di Sau e l’ammonizione di Fossati. «Abbiamo preso una sola ammonizione – ricorda l’allenatore del Cagliari – e il giallo lo ha preso proprio chi era in diffida. Pazienza, a Latina giocherà qualcun altro al posto di Fossati. Sau? Ci preoccupa sempre – osserva con un sorriso amaro –, vediamo un po’ cosa si è fatto. E’ presto per valutare».

Intanto la classifica sorride. «I tre punti ci consentono di mantenere la testa della classifica – dice Rastelli –. E’ vero che guardiamo soprattutto alle prestazioni, ma scoprire che abbiamo guadagnato dal terzo e dal quinto posto non ci può fare che tanto piacere».

Non pensa però che le prime tre (Cagliari, Crotone e Pescara) possano volar via e chiudere il torneo in anticipo. «Mancano 17 giornate e c’è tempo per vedere la situazione sostanzialmente cambiata».

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