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L’Unione europea del ciclismo: «Bici col motorino, più controlli»

ROMA. L'Unione europea del ciclismo chiede di inasprire i controlli sulle bici, dopo lo scandalo della “frode tecnologica” scoperta nella prova donne Under 23 dei Campionati del mondo di ciclocross,...

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ROMA. L'Unione europea del ciclismo chiede di inasprire i controlli sulle bici, dopo lo scandalo della “frode tecnologica” scoperta nella prova donne Under 23 dei Campionati del mondo di ciclocross, che hanno alimentato i sospetti sull'uso non infrequente di motorini elettrici in gara.

In un comunicato, l'Unione ricorda che «gli organi dirigenti devono restare vigili per combattere qualsiasi forma di frode, sia essa chimica o tecnologica». Ma non solo: «Devono essere intransigenti rispetto agli interessi del ciclismo. Per questo motivo, e poiché l'atleta incriminato è la campionessa d'Europa women youth di ciclocross, l'Unione ha deciso», considerato l’enorme danno d’immagine, «di avviare le opportune pratiche presso un consiglio specializzato affinché sia studiata ogni possibile azione giudiziaria per chiedere un indennizzo». L'Unione europea di ciclismo invita l'Uci «a incrementare i controlli, per mettere a tacere eventuali sospetto e garantire tutta la credibilità di questo sport».

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